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Bilanci e prospettive della “politica al tempo del like” nell'incontro promosso da Kaboom

| di Mauro Piredda
| Categoria: Associazioni
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Con l'obiettivo di far parlare tre attori politici, ciascuno con un approccio differente rispetto ai social network, lo scorso fine settimana si è tenuto il convegno “La politica al tempo del like” organizzato dalla neonata associazione Kaboom. L'iniziativa, moderata da Giansalvo Serra, è stata aperta dalle introduzioni di Massimiliano Conteddu e Marco Ventroni (soci fondatori del sodalizio culturale).

Il tempo del like, per Conteddu, è rappresentato da un connubio dialettico tra «umanizzazione della politica» (in quanto i social «spogliano il politico» ed è più facile contattarlo) e la sua «disumanizzazione» (perché «si diventa anche bersagli di cattiverie gratuite oltre che di critiche anche costruttive»). Rivoluzionato, secondo il presidente di Kaboom, anche «il modo di fare politica»: «Credo – ha aggiunto – che non si possa più fare una distinzione netta fra popolo del web e popolo che va in piazza. Le due cose coincidono. I cittadini infatti, tramite i social "sorvegliano" i politici. Sparisce l'intermediario, sono loro stessi a osservare il loro comportamento, a giudicare ciò che scrivono e a contestarli direttamente sul web».

Per Ventroni il tempo del like «nasce con il crollo delle certezze, il crescere della libertà e il moltiplicarsi dei ruoli individuali. 30 anni fa chi faceva politica si rapportava con un orizzonte temporale certo e un'organizzazione sociale solida. La persona media non era multitasking, oggi consuma voracemente il presente».

Le relazioni sono state aperte da Roberto Tola, sindaco di Posada. Tola, che non è presente sui social, ha parlato di «scelta consapevole». «Penso che chi amministra – ha dichiarato – non abbia il tempo di stare a scrivere post e di rispondere ai commenti, mi chiedo come facciano gli altri». Citata anche l'esperienza delle amministrative del 2015: «Alle scorse elezioni la lista avversaria alla mia ha usato tantissimo i social. Attraverso le reti ha diffuso anche i video Youtube. Tra i miei candidati serpeggiava timore, ma le visualizzazioni non sono voti, ha prevalso la tradizione e si è rivelato fondamentale il contatto umano».

Intervenuto anche Giuseppe Ciccolini, sindaco di Bitti. «Personalmente – queste le sue parole – utilizzo i social come se fossero un albo pretorio pubblicando informazioni utili che non fanno disperdere energia». Di fronte al «protagonismo dei rappresentanti degli enti locali», il primo cittadino bitzichesu ha sottolineato che «i sindaci non sono eroi, sono persone che amministrano più o meno bene. Stare a pubblicare dei post ogni mezz'ora non incide minimamente sulla risoluzione dei problemi e, da questo punto di vista, i social amplificano un messaggio distorto».

Roberto Deriu, consigliere regionale Pd, ha infarcito la sua relazione con una serie di aneddoti relativi all'utilizzo del proprio profilo Facebook. «È vero – ha aggiunto – che oggi un amministratore prova a dare un'informazione diretta costringendo i giornalisti a seguire i social come nuovo livello di fonte; ma è anche vero che, nel tempo della condivisione, si stanno esaurendo i contenuti». Per Deriu i benefici di una politica social deriverebbero da un «impegno repubblicano» attraverso la diffusione dei «valori di giustizia e libertà che stanno alla base del nostro ordinamento».

Diversi gli interventi dal pubblico: il sindaco Gianluigi Farris ha citato il passagio dalla politica dei tempi pre social di «Radio comare» a quella di oggi; il Prof. Crescenzo, definitosi «uomo del secolo scorso» ha manifestato la sua volontà di non rinunciare al cartaceo e alla democrazia intesa come «confronto con il mio vicino»; il consigliere comunale Lucio Carta ha rivendicato le esperienze politiche nate nelle sezioni di partito; gli esponenti Psd'Az Salvatore Guiso e Gigi Patteri hanno manifestato ottimismo sulle prospettive dello strumento; l'ex assessore Piero Carta si è incentrato sul populismo che trova facili consensi nella rete.

Ringraziati da Conteddu anche il parroco Don Orunesu, per la concessione dei locali del Centro giovanile, e gli altri membri di Kaboom che hanno contribuito a realizzare l'iniziativa: Antonella Lai, Daniele Puddu e Marco Carta.

 

Mauro Piredda

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