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Sardo veicolare, cinque laboratori attivati all'Ic "Eleonora d'Arborea" di Torpè

| di Gianfranca Orunesu
| Categoria: Attualità
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Foto inviata da Angelo Canu

Sono cinque i laboratori approvati dalla Regione in merito al progetto di “Sperimentazione dell’insegnamento e utilizzo veicolare della lingua sarda in orario curricolare annualità 2017” che interessa l’Istituto comprensivo statale “Eleonora D’Arborea” di Torpe’.

Coinvolte per l’occasione, con la docenza esterna affidata al dott. Angelo Canu (operatore linguistico), la pluriclasse della scuola dell’Infanzia di Lodè (con le maestre Silvia Hoffmann e Delia Nanu), le quarte della primaria di Lodè (maestra Lucia Dolfi) e Torpè (maestra Giuliana Capra) e la quarta sezione della Scuola dell’infanzia di Posada (maestre Carta Bonaria e Zaira Campus).

Nelle quinte classi delle maestre Raffaela Catte e Francesca Filindeu della primaria di Posada, la docente è interna: la maestra Francesca Corbeddu ha predisposto un suggestivo laboratorio teatrale intitolato “Ricchedda Podda e sa preda de sa sapientzia” e liberamente tratto dal romanzo “Harry Potter e la pietra filosofale”.

Il laboratorio ha come obiettivo fondamentale avvicinare in modo ludico gioioso i bambini alla lingua sarda partendo da testi della letteratura dell'infanzia a loro congeniali e amati. Naturalmente il laboratorio ha altresì come obiettivo fondamentale aiutare i bambini a prendere coscienza di se stessi delle loro potenzialità giocando a calarsi nei panni dei protagonisti del romanzo cimentandosi nella recitazione e al contempo a prendere coscienza del loro corpo. Inoltre, in tempi in cui nessuno o pochi riescono a capire gli altri e a mettersi nei panni dell'altro, il laboratorio diventa un modo per aiutare i bambini a sviluppare l'empatia e comportamenti solidali e comprensivi nei confronti di chi è più debole.
Angelo Canu ha invece predisposto per le classi quarte di Lodè e Torpè un laboratorio tutto in sardo sull’educazione ai sentimenti, alle emozioni (primarie e secondarie) e all’affettività, partendo da 7 racconti incentrati sui valori della vita (amore, amicizia, solidarietà, famiglia, pace, giustizia sociale, accettazione della diversità) che susciteranno nei bambini sentimenti ed emozioni contrastanti, con l’intento di creare in loro una vera e propria educazione emotiva, farli sentire principalmente compresi e accolti nelle loro emozioni. L’obiettivo è inoltre preparare i bambini a saper gestire correttamente la propria emotività per usufruire al meglio del proprio bagaglio interiore e per relazionarsi con il mondo esterno e con gli altri in modo equilibrato. Ciascun incontro sarà suddiviso in due parti: se nella prima i bambini dovranno ascoltare il racconto in sardo, nella seconda parte avranno un ruolo attivo e potranno discutere delle loro emozioni e dei loro sentimenti.
Nella scuola dell’infanzia di Lodè il progetto è quello di portare molteplici racconti, sempre in sardo, con l’obiettivo di far raccontare ai bambini quanto appena sentito attraverso la rappresentazione grafica. Tenendo appunto conto dell’importanza della funzione rappresentativa per lo sviluppo psico-cognitivo del bambino in età prescolare, si è scelto di perseguire questo cammino, proprio perchè il linguaggio grafico è uno dei primi e fondamentali strumenti per manifestare, attraverso segni che permangono visibili nel tempo, la propria presenza e comunicare con gli altri. Esso diviene così un mezzo per rappresentare la percezione di sé e del mondo e la rielaborazione fantastica della realtà, ma anche un mezzo attraverso il quale sperimentare l’effetto liberatorio ed emozionale del disegno in chiave educativa.
A questa parte, nella scuola dell’infanzia di Posada, si aggiungerà anche una drammatizzazione del racconto di Omero sull’Odissea: la voce narrante, in particolare modo, racconterà in sardo le disavventure e le peripezie di Ulisse. Il tutto verrà poi registrato per crearne un video che ciascun bambino potrà poi tenere come ricordo.

 

Gianfranca Orunesu

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