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La pompia tra le 5056 “Bandiere del gusto” di Coldiretti

| di Mauro Piredda, Gianfranca Orunesu
| Categoria: Attualità
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C’è anche la pompia tra le 5056 “Bandiere del gusto” per il 2018. La classifica dei primati enogastronomici è stata presentata da Coldiretti in riferimento alle «specialità censite dalle regioni» e che sono «ottenute secondo regole tradizionali protratte nel tempo per almeno 25 anni».

Gialla come un limone, somigliante al cedro nonostante la sua differente forma, riconoscibile per la sua scorza bitorzoluta, la pompia rappresenta per Siniscola una scommessa. Dall’ultimo evento targato “Primavera nel cuore della Sardegna”, promosso dalla Camera di Commercio unitamente all’amministrazione comunale, la cittadina baroniese si presenta come la sua località-testimonial.

«Città della pompia» è infatti lo slogan che – riprodotto su alcuni supporti informativi - compare nei principali ingressi del centro abitato.

Questo frutto è stato recentemente inserito in un progetto transfrontaliero (“Un mare di agrumi”) insieme ad altre specificità della Liguria, della Toscana e della Corsica. «Lo scopo – aveva affermato l’assessore Antonio Bellu - è quello di migliorare la competitività delle microimprese attraverso la valorizzazione della filiera agricola con azioni di marketing tese ad implementare gli scambi commerciali transfrontalieri fra i produttori del settore».

Conosciuta nella sua versione candita (sa pompia intrea) e come base per altri dolci (s’arantzata), per liquori e marmellate, la pompia (grazie alle ricerche della dottoressa Grazia Fenu dell'Università di Sassari) è anche utilizzata nel campo della cosmesi per le proprietà antinfiammatorie, antibatteriche e antilinfotiche degli oli essenziali contenuti nella sua buccia.

Uno sviluppo notevole, se si pensa che un tempo (quando si pensava non avesse valore) tale agrume veniva utilizzato per lucidare il rame e l’ottone. «Solo in seguito - come spiegato da Francesca Pau del presidio Slow food - si è iniziato a candirlo con il nostro miele prodotto dai mojaresos (da moju, l’arnia costruita con la corteccia delle sughere, Ndr)».

Questa la ripartizione delle 5056 “Bandiere del gusto” per il 2018 in tutta Italia: 1525 diversi tipi di pane, pasta e biscotti; 1428 verdure fresche e lavorate; 792 salami, prosciutti, carni fresche e insaccati di diverso genere; 496 formaggi; 253 prodotti della gastronomia; 176 prodotti di origine animale (miele, lattiero-caseari escluso il burro, ecc.); 150 preparazioni di pesci, molluschi, crostacei; 149 bevande tra analcoliche, liquori e distillati; 47 grassi; 38 condimenti; 2 birre artigianali.

La Sardegna, in dodicesima posizione, ha totalizzato 198 bandiere.

«Sono la storia della nostra agricoltura  e quindi della Sardegna - ha commentato il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu -, conservata grazie al saper fare tramandato di generazione in generazione dai nostri produttori. Sono loro la memoria storica che hanno conservato e custodito la biodiversità e le tradizioni alimentari che spesso traviamo solo nei mercati di Campagna Amica, scrigni delle biodiversità e del buon gusto».

«Prodotti che vedono sempre più spesso come custodi attivi i giovani che stanno dando dignità di impresa a produzioni spesso divenute nel tempo hobbistica - ha aggiunto il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba -. Uno spaccato lo avremo lunedì 30 a Cagliari durante le finali degli Oscar green, il premio di Coldiretti Giovani riservato agli imprenditori agricoli under 40 che sanno innovare ma anche valorizzare e custodire il made in Italy».

Mauro Piredda, Gianfranca Orunesu

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