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Febbre del Nilo, ordinanza a Siniscola. Farris alla Provincia: «Disinfestare il territorio comunale»

| di Gianfranca Orunesu
| Categoria: Attualità
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fonte immagine Ats Sardegna

L'amministrazione comunale di Siniscola ha emesso nella giornata di ieri un'ordinanza sindacale relativa alle misure di prevenzione e di controllo delle malattie trasmesse da insetti vettori, con particolare riferimento alla West Nile Disease, la cosiddetta febbre del Nilo.

L’atto è stato emesso a pochi giorni dalla conferma circa la positività al virus di un esemplare di cornacchia grigia abbattuto in località Marfili, come da comunicazioni ufficiali dell’Ats-Assl di Nuoro.

Tenuto conto anche di altri fattori enunciati nel preambolo al dispositivo emanato ieri dal sindaco Gian Luigi Farris (constatati come «non sufficienti gli interventi di monitoraggio e lotta finora attuati dalla Provincia sulle strade e altre aree pubbliche»), il documento mira a dare alcune indicazioni ai seguenti destinatari: gestori e responsabili di aree verdi; proprietari e responsabili di depositi e attività industriali, artigianali e commerciali; responsabili dei cantieri; proprietari, gestori e conduttori di orti, vivai, serre e aziende agricole; privati cittadini.

Oltre a stilare una serie di raccomandazioni finalizzate alla bonifica e alla rimozione dei focolai con adeguati trattamenti larvicidi e adulticidi contro le zanzare, l’ordinanza chiede di permettere l’accesso alle proprietà private (terreni, fabbricati e ogni pertinenza) al personale incaricato alla disinfestazione, così come anche ai tecnici incaricati della vigilanza sui trattamenti.

«Chiediamo – ha dichiarato il sindaco Farris – la massima collaborazione a tutti gli interessati affinché le operazioni di disinfestazione vengano effettuate nel più breve tempo possibile».

Il primo cittadino ha inoltre chiesto anche un celere intervento di «disinfestazione del territorio comunale» da parte della Provincia quale «ente deputato all’attività di prevenzione, controllo e lotta contro gli insetti nocivi all'uomo».

Chiamati in causa anche la Assl («Si chiede una adeguata azione di informazione alla popolazione») e la Regione («Questa estate abbiamo chiesto aiuto ma non abbiamo avuto alcun riscontro per il problema della “processionaria”»).

Gianfranca Orunesu

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