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Sede Inps Siniscola, prosegue la vertenza

| di Gianfranca Orunesu
| Categoria: Attualità
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Sindaci, sindacati, forze datoriali e comitati provinciali dell’Inps hanno chiesto l’immediata sospensione del piano di decentramento territoriale e l’apertura di un tavolo di confronto con ministero e Istituto di previdenza per ridiscutere la riorganizzazione dei servizi in Sardegna.

La richiesta è nata durante l’incontro con i capigruppo del Consiglio regionale convocato dal presidente dell’assemblea sarda, Gianfranco Ganau, e al quale ha preso parte anche la direttrice dell’Inps Sardegna Cristina Deidda.

Ribadita da tutte le parti la contrarietà al progetto di riorganizzazione degli uffici territoriali – possibile a seguito dei nuovi parametri sanciti – con la trasformazione in punti Inps di 8 agenzie (Isili-Senorbì, Tempio, Alghero, Ozieri, Ghilarza, Sorgono, Siniscola, Macomer) e il possibile ridimensionamento di quelle di Assemini, Carbonia e Lanusei.

Il piano di riordino è infatti fondato su tre pilastri: la presenza di una popolazione residente superiore ai 60mila abitanti (attualmente sono 28mila); una pianta organica di almeno 10 dipendenti; la possibilità, per almeno il 60% della popolazione, di raggiungere una struttura Inps della stessa provincia in meno di mezzora partendo dal Comune di residenza con un mezzo proprio. La permanenza di un’agenzia dell’Istituto nel territorio, secondo le indicazioni della Direzione generale dell’Inps, sarà condizionata dalla presenza di almeno due delle tre condizioni.

«Si tratta di parametri impossibili da rispettare considerata l’orografia della Sardegna, le condizioni socio-economiche e le difficoltà nei trasporti – hanno detto i sindaci, rappresentanti sindacali ed esponenti delle organizzazioni imprenditoriali – se non si cambieranno i criteri le sedi Inps saranno chiuse».

«Questa riforma così strutturata è inadeguata per la Sardegna – ha affermato il presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau – i presunti risparmi non riuscirebbero a coprire l’aumento dei costi sociali che potrebbero triplicare. E’ arrivato il momento di fare sentire la voce forte della Regione».

Preoccupazioni condivise da tutti i capigruppo e dalla direttrice regionale dell’Inps, Cristina Deidda. «Come Inps Sardegna abbiamo da subito rappresentato alla Direzione generale le difficoltà di applicazione di alcuni parametri al territorio sardo, a meno che non si decida di ridurre di oltre il 50% i servizi nei territori – ha detto Deidda – alcune agenzie, per carenza di personale, si trovano già in forte difficoltà, è dovere dell’Inps garantire il servizio ai cittadini. La Direzione regionale non è nelle condizioni di poter applicare quei parametri. Non si può chiudere nemmeno un’agenzia. Manifesteremo l’esigenza di mantenere la situazione attuale e chiederemo risorse per migliorare i servizi».

Nel frattempo i sindaci del territorio (Siniscola, San Teodoro, Budoni, Posada, Torpè e Lodè) hanno prodotto una nota congiunta, indirizzata al presidente della Regione e alla direzione regionale dell’INPS, manifestando «stupore e viva preoccupazione»: «Bisogna assolutamente scongiurare il pericolo di soppressione di un servizio necessario – è quanto si legge nella missiva - in un contesto che presenta peraltro un forte deficit di servizi pubblici. D’altro canto, già dal 2015, per salvaguardare il mantenimento della sede locale, il Comune di Siniscola ha messo a disposizione dell’INPS i locali di proprietà comunale (comodato gratuito), ritenendo così di risolvere, in modo definitivo, il problema della soppressione della sede».

Nella nota inviata si ribadisce che «permangono i fattori che avevano portato all’istituzione della sede decentrata, che superavano e superano i criteri costi/benefici: la distanza dalla sede provinciale in termini di percorrenza (da nessuno dei nostri comuni si può raggiungere Nuoro, anche “utilizzando mezzi propri”, entro un tempo massimo di 30 minuti); la particolare situazione orografica del territorio, unita alla vastità dello stesso ed alla scarsa presenza di vie di comunicazione efficienti (tra gli altri, si pensi alla posizione del centro montano di Lodè); l’eccezionale crisi economica e sociale che da anni grava sui nostri territori».

«Continueremo la mobilitazione – ha affermato il sindaco Farris – e non ci arrenderemo fino a quando non avremo risposte certe, sicure e durature sul mantenimento, senza modifiche, dell’Agenzia Inps di Siniscola».

 

Gianfranca Orunesu

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