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Sant'Antonio a Siniscola, nuove restrizioni per su 'Olone. Giovedì 3 gennaio riunione in Aula consiliare tra amministrazione, priorato e compagnie

Le prioresse: «Rinunciamo al fuoco». Marco Fadda: «Autorizzeremo sia su ramasinu che l'accensione del falò»

| di Mauro Piredda
| Categoria: Attualità
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Il 2019 potrebbe iniziare in modo diverso in tema di appuntamenti della tradizione. A Siniscola, come in tanti altri centri della Sardegna, il falò in onore di Sant’Antonio (su ‘olone) rappresenta un tratto distintivo di una comunità che non vuole rinunciare alle proprie radici. Ma per il prossimo 16 gennaio il fuoco in onore dell’eremita egiziano, primo degli abati e patrono degli animali domestici e da stalla, sarà senz'altro ridimensionato viste le nuove disposizioni in tema di pubblica sicurezza.

I rappresentanti del priorato di quest’anno non ci stanno e, «avendo visionato la normativa vigente e a seguito di tutte le restrizioni che vengono imposte dalle autorità locali, precisano che per quanto riguarda i festeggiamenti intendono occuparsi esclusivamente dell’aspetto religioso rinunciando pertanto all’accensione del fuoco». Quanto affermato dalle prioresse («una presa d’atto – hanno dichiarato – in quanto ci troviamo impotenti di fronte a ciò») è contenuto nella missiva indirizzata al sindaco, al commissario della polizia di stato, ai vigili urbani e ai vigili del fuoco.

Tra i vari paletti l’obbligo di redazione di un piano di sicurezza e un accatastamento di frasche non superiore ai due carrelli. «Dal Comune – ha affermato una delle rappresentanti del priorato – ci hanno detto di rivolgerci a un ingegnere per tale piano, ma i costi sono per noi inaccessibili. Inoltre il piano è obbligatorio anche per un solo carrello e firmarlo, da parte nostra, significherebbe prenderci la responsabilità di qualsiasi cosa succeda durante l’accensione de “su ‘olone” ma anche durante “su ramasinu” (la processione della domenica precedente a “su ‘olone” con le frasche da depositare davanti alla chiesa, ndr)». Per il 16, almeno stando a quanto dichiarato nei giorni scorsi, il priorato si occuperà soltanto della processione e de “su pistiddu” offerto alla popolazione.

Ma stando alle parole del vicesindaco Marco Fadda non tutto parrebbe perduto. «Al fine di evitare fraintendimenti, a nome del Sindaco e di tutta la Giunta comunale, informo che nessuna manifestazione legata a Sant'Antonio verrà eliminata. Non é mai stata nostra intenzione e mai lo sarà. L'amministrazione autorizzerà sia su ramasinu che l'accensione del fuoco. È inutile negare che le normative sulla sicurezza in questi ultimi anni sono diventate più restrittive e che quindi organizzare questi eventi sia sempre più difficile sia per l'amministrazione che per i vari priorati, ma questo non vuol dire che le nostre tradizioni debbano essere cancellate. A breve verranno convocate tutte le compagnie per essere informate delle nuove procedure e per far sì che la festa esca ancor più bella degli anni passati».

Una soluzione potrebbe essere raggiunta domani pomeriggio: alle 18.30, il aula consiliare, l’amministrazione comunale incontrerà le diverse compagnie de “su ramasinu” e il priorato di Sant'Antonio.

Mauro Piredda

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