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Scoperta scritta minatoria contro il sindaco. Farris: «Non ho la certezza che ci sia un collegamento con le restrizioni per Sant’Antonio». Si discuterà del caso il 17 durante il Consiglio comunale

| di Mauro Piredda
| Categoria: Attualità
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Gli inquirenti sono al lavoro, come per ogni evento simile a quanto recentemente scoperto a Siniscola. Ma nessuno è in grado di affermare il nesso tra le scritte minatorie rivolte al sindaco Gian Luigi Farris e il dibattito (peraltro pacifico, come può affermare chiunque abbia assistito alla riunione di mediazione svoltasi il 3 gennaio in Comune) circa le restrizioni che stanno modificando alcune manifestazioni festive in onore di Antonio Abate, il santo del fuoco. Il primo cittadino, raggiunto telefonicamente, afferma di «non avere la certezza che ci sia un collegamento». «Potrebbe esserci come non potrebbe. Mi dispiace solo per la mia famigliola», ha aggiunto.

Il culmine della festa sarà raggiunto mercoledì 16 con l’accensione del fuoco che, proprio a causa delle normative di pubblica sicurezza, sarà notevolmente ridimensionato. Il palo posto al centro della piazza che ieri, in occasione de “su ramasinu”, attendeva di essere circondato dalle frasche raccolte dalle diverse compagnie, è molto più piccolo rispetto agli anni scorsi. Di conseguenza anche la pira propiziatoria sarà di dimensioni modeste.

La stessa processione di trattori ha rispettato le indicazioni esposte nell’ordinanza: nessun componente delle compagnie, durante il transito nelle vie, si è posizionato sopra le frasche.

Ma dalle polemiche non sono scaturite defezioni come quelle della Sartiglia dell’anno scorso (se lì i cavalieri hanno deciso di non effettuare la corsa a pariglie, qui le compagnie non hanno disertato), e nemmeno assemblee infuocate come quelle sugli svariati temi legati alla precedente amministrazione comunale.

La prossima tappa sarà quindi quella de “su ‘olone” del 16, con l’accensione del falò. Previsto per il giorno successivo il Consiglio comunale: all’ordine del giorno non vi è nessun punto in questione, ma è prassi aprire la discussione con la condanna di atti come questo. Lo si è fatto per eventi che hanno colpito amministratori, imprenditori e cittadini; lo si farà anche questa volta, come confermato dal presidente del Consiglio Luigi Flori, anche alla luce della presenza del pubblico chiamato a discutere di centro storico.

Mauro Piredda

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