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Cagliari verso una salvezza tranquilla, ma la città chiede di più

| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Un’altra stagione relativamente tranquilla in terra sarda, eppure la sensazione che non vi sia piena soddisfazione riguardo l’andamento del Cagliari è piuttosto palpabile nell’ambiente. Perché la città merita forse qualcosa più di una semplice permanenza nella categoria? Il Presidente Giulini negli ultimi due anni ha provato ad assecondare questa sete dei propri tifosi, con importanti investimenti nelle due finestre di calciomercato(Pavoletti su tutti) ma in particolar modo attraverso la resistenza ad avances piuttosto pressanti di grandi club su alcuni dei migliori prodotti presenti nella rosa allenata da Mister Maran: Barella e Cragno in particolar modo.

Se questa potrà essere l’ultima stagione dei due gioiellini italiani non è dato a sapere, di certo il campionato fin qui disputato dai rossoblù non sembrerebbe rispecchiare a pieno quelle che sono le potenzialità di una rosa che comunque ha dovuto fronteggiare negli ultimi mesi assenze importanti: in particolar modo la stagione conclusa anzitempo da Castro, elemento chiave nello scacchiere tattico di chi ben lo conosce sin dai tempi del Chievo, come appunto l’allenatore in carica.

Ciò nonostante, guardando alla rosa delle dirette concorrenti e di quelle limitrofe in graduatoria, l’undici cagliaritano presenterebbe elementi da cui sarebbe stato lecito attendersi un rendimento individuale e collettivo decisamente migliore. Solo Cragno e Pavoletti sembrano aver disputato finora una stagione all’altezza delle aspettative, persino Barella per quanto sempre generoso ha ridotto sensibilmente i bonus portati in dote quest’anno, se si confrontano con il biennio precedente. A dir poco negativo l’apporto del recordman di presenze con la maglia della Croazia, il terzino Srna: troppo intermittente Joao Pedro, così come il capitano Ceppitelli e un Cerri riscattato dalla Juventus ma mai in grado di incidere quando chiamato in causa.

Ciò nonostante i sardi sonosecondo le quote bwin la squadra meno accreditata alla retrocessione: ad oggi i punti di vantaggio sulla terz’ultima sono sei: proprio da quel Bologna con cui è uscito sconfitto nell’ultima giornata fuori casa. Situazione ben diversa per Frosinone e Chievo, che sembrano destinate a cadere in Serie B nonostante i ciociari con l’arrivo di Baroni abbiano effettuato un deciso salto di qualità, ma forse tardivo e non sufficiente per una clamorosa salvezza.

Coi clivensi spacciati, anche causa penalizzazione, sembra che a giocarsi la permanenza nella massima categoria possano essere Empoli, Spal e appunto Bologna: queste tre sono racchiuse in uno spazio ristretto e dovrebbero essere le squadre destinate a duellare sino all’ultimo, con Udinese e Genoa decisamente più lontane.

Per il Cagliari si tratterà molto probabilmente di un’altra stagione tranquilla, senza infamia e senza lode: la prossima stagione potrebbe essere quella di ripartenza, senza forse Barella e magari anche Cragno, destinati verso lidi più blasonati. Interessante sarà capire quanto le ambizioni della piazza cagliaritana coincideranno con quelle del Presidente Giulini, se i soldi eventualmente incassati verranno in buona parte reinvestiti o si punterà su qualche giovane interessante del proprio o altrui vivaio.

Cagliari vuole cominciare a godere, basta accontentarsi.

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