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Il giovane talento siniscolese Elias Lapia strega la giuria del Premio jazz Massimo Urbani

| di Mauro Piredda
| Categoria: Attualità
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Elias Lapia con il trio Heritage. Foto Ale Cucchi

È siniscolese il vincitore della 23ma edizione del premio per solisti intitolato al grande sassofonista italiano Massimo Urbani e riservato ai giovani talenti della scena jazz.

Sabato 29 giugno, presso la Rocca Borgesca di Camerino, nelle Marche, il giovanissimo Elias Lapia (ventiquattro anni non ancora compiuti) ha presentato alcuni standards jazz alla giuria presieduta dal musicista Francesco Cafiso, ammaliandola con il suo fedele sassofono contralto.

Il concorso va avanti dal 1996, tre anni dopo la scomparsa di Urbani, e nei suoi archivi sono presenti molti dei migliori musicisti della scena. Elias Lapia vi aveva già partecipato nel 2013: «Avevo 17 anni - spiega il nostro - e vinsi una borsa di studio “Umbria jazz” più altri premi collaterali: premio della critica e Pimu social».

«Da quella esperienza - prosegue Lapia - ho promesso a me stesso di riprovarci una volta acquisite maggiori conoscenze. Ho studiato tantissimo e mi sono presentato davanti a colleghi e giurati con un altro tipo di preparazione. Ho la consapevolezza di dover proseguire gli studi e di migliorare ancora, ma vincere questo premio rappresenta per me la coronazione di un sogno adolescenziale».

Il percorso musicale di Elias, nonostante la sua giovane età, nasce da lotano: «A scuola suonavo il flauto dolce, poi è successo chi i miei genitori mi hanno messo un sax nelle mani. A loro si è aggiunto un amico di famiglia che mi regalò alcuni dischi jazz».

A partire da quel momento, Lapia comincia un lavoro approfondito sull'idioma di questa musica anche grazie alle lezioni impartitegli da alcuni dei musicisti più in vista della scena internazionale quali Luigi Grasso, Emanuele Cisi, Rick Margitza, Mark Turner, Barry Harris. Insieme a lui, negli anni, alcuni dei più rappresentativi artisti della scena nazionale come Enzo Zirilli, Alice Ricciardi, Antonio Ciacca, Vittorio Sicbaldi, Alessandro Di Liberto, Nicola Muresu, Gianrico Manca e Mariano Tedde.

Che dire ai giovani musicisti jazz? «Dico loro - chiude Lapia - di essere consapevoli della loro scelta. La musica è la metafora della vita, ci offre infinite possibilità. Ma si sappia che per raggiungere gli obiettivi nulla ci sarà regalato».

Mauro Piredda

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