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Trading online: prospettive delle commoditiesper la fine del 2019

| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Il mercato delle materie prime, altrimenti dette commodities, è uno dei settori più importanti sui quali poter investire: sui suoi indici e sulle variazioni degli stessi si fonda l’intera economia globale. Le sue variazioni non fanno solo la fortuna dei trader che riescono a prevederle accuratamente ma di intere nazioni che su quella particolare materia basano parte della propria economia.

Detto questo, i mesi finali del 2019 si aprono con numerose sfide per il settore delle materie prime, che promettono, se sfruttate bene, di schiudere numerosi profitti agli investitori interessati.

Per investire al meglio sulle materie prime e apprendere i segreti di questo particolare mercato finanziario, consigliamo di rivolgersi a Tradingonlinebroker.com, che da anni fornisce le migliori guide per orientarsi nel settore.

La Xylella colpisce la Francia

Agli inizi di Settembre risale la notizia allarmante dei primi casi di Xylella in Francia: il batterio fatale che nel 2015 ha colpito al cuore l’economia pugliese ha causato in totale la morte di oltre 11 milioni di ulivi, molti dei quali plurisecolari.

I danni all’economia sono stati enormi, con l’obbligo di creare zone cuscinetto di 5 km intorno alle zone infette, con l’ordine di abbattere tutte le piante entro quest’area. Oltre ai normali cali di produzione dovuto alla morte delle piante di ulivo, il danno economico si è riflesso anche sul divieto di esportazione emendato dall’UE per contenere i rischi di diffusione del contagio e per motivi di sicurezza, visto che al morbo non si è ancora trovata una cura.

L’individuazione di focolai sparsi negli altri paesi produttori europei ha visto una pronta reazione ma nessuno si sarebbe aspettato la comparsa di un nuovo caso come quello nel Sud della Francia.

L’applicazione delle medesime contromisure anche a quelle zone potrebbe portare le quotazioni dell’olio di oliva a schizzare alle stelle nel caso in cui anche la produzione nel meridione della Francia dovesse subire la stessa sorte che il tallone dello stivale d’Europa soffrì pochi anni or sono.

Attacchi ai pozzi petroliferi arabi ne dimezza la produzione

Una serie di attacchi mirati, realizzanti con droni teleguidati, ha colpito nella seconda metà di Settembre i pozzi orientali dell’Arabia Saudita. L’operazione, rivendicata dai ribelli Houthi dello Yemen, ha di fatti più che dimezzato la produzione giornaliera di oro nero che, da 9,5 milioni di barili è passata a poco più di 4,5 milioni.

Si tratta del più grande attacco terroristico degli ultimi anni a danno dell’Arabia Saudita che, seppur è intervenuta prontamente a domare gli incendi e a contenere i danni, non potrà tornare per un po’ ai ritmi produttivi di prima.

Il calo di produzione ha portato gli USA ad essere il primo paese esportatore di petrolio al mondo e a un calo del prezzo del petrolio, con il Brent che chiude la seconda settimana di settembre a -0.23% a 60,26 dollari, mentre il WTI a 55.01 dollari, con un -0.16%.

La caduta delle quotazioni del petrolio non sembra essere destinata ad arrestarsi nel breve termine e nel frattempo la OPEC (Organization of the PetroleumExportingCountries) corre ai ripari, richiedendo ai paesi di abbassare i ritmi produttivi per impedire una eccessiva svalutazione dell’oro nero.

L’Inghilterra trova rifugio nell’oro

Mentre si acuisce la crisi della Brexit e il governo sembra propendere per un no-deal dagli effetti potenzialmente catastrofici, il mercato inglese dell’oro conosce un’ulteriore spinta rialzista.

L’oro, le cui quotazioni sono in crescita a livello globale dall’inizio del 2019, ha raggiunto un valore di circa 40 sterline per grammo, registrando una crescita complessiva negli ultimi tre mesi del +11,74%, confermandosi come una delle materie prime più interessanti su cui investire, sia sul mercato inglese che su quello globale.

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