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Vacanze sul Tirreno: il nuorese

| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Di solito pensando a vacanze in Sardegna ci si immagina sempre gli stessi scenari: le spiagge del sud dell’isola, la movida della gallura, le calette con la macchia mediterranea che finisce a pochi metri dalla linea della battigia. Con tutta probabilità, invece, pensare a Nùoro o al nuorese in generale evocherà tutt’altro tipo di associazioni, in genere legate agli aspetti più caricaturali della Sardegna. In pochi sicuramente penseranno che la provincia di Nùoro ha al contrario da offrire esattamente lo stesso che può essere trovato in ogni altro angolo dell’isola, e anzi perfino qualche particolarità in più.

La ragione di questa associazione risiede probabilmente nel fatto che, fra gli storici capoluoghi di provincia, è la città meno associabile al mare, vera e propria caratteristica della Sardegna turistica. Infatti tanto Cagliari (oggi non più capoluogo, ma storicamente sede dell’omonima provincia) quanto Oristano e Sassari possono vantare una collocazione invidiabile: Cagliari sorge direttamente sul mare e non a caso attira molti investitori immobiliari, mentre Oristano e Sassari sono nelle immediate vicinanze della costa e con famosissime mete turistiche a brevissima distanza. Nùoro tuttavia, pur essendo collocata nell’entroterra, può vantare stupende località vacanziere: fra i comuni della provincia figurano centri come Orosei, Dorgali, Tortolì e Siniscola, tutti ben conosciuti come mete estive. È proprio nel nuorese e in alcuni di questi comuni che si trovano alcune fra le spiagge più note dell’isola: basti pensare a Cala Ginepro, Cala Luna, Berchida, Cala Gonone, Cala Sisine, Cala Moresca e Santa Maria Navarrese, tanto per elencare alcune fra le più amate mete balneari. Nel contesto dell’abitato di Arbatax si trovano le Rocce Rosse, scenario che ha ospitato innumerevoli eventi musicali e che ha fatto da sfondo a un noto film di Lina Wertmüller, vale a dire Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto. Nella zona inoltre si trovano altre tre mete estremamente note: la Grotta del Bue Marino e i siti archeologici di Tiscali e di Nuraghe Mannu. Questi ultimi sono due villaggi nuragici fra i più conosciuti dell’intera isola, mentre la Grotta del Bue Marino deve il suo nome al modo in cui veniva chiamata la foca monaca, animale che fino agli anni ’80 era spesso avvistato nelle acque della zona.

Ma la provincia di Nùoro non si limita ad offrire, come accennato prima, semplici scorci del Mar Tirreno, per quanto mozzafiato siano: c’è molto di più. Pressoché ogni contesto ha la sua raccolta di miti e leggende, dalle tradizioni regionali alle più curiose superstizioni legate ai giochi come il caso del poker, e il nuorese non fa eccezione in questo aspetto. La centralità della provincia ha reso possibile la conservazione delle tradizioni più antiche, preservandole dalla commistione con le diverse culture che si sono susseguite nelle altre zone della Sardegna: è lo stesso motivo che ha reso il dialetto locale quello meno contaminato dalle influenze straniere. Non è un caso se proprio del nuorese sono originarie alcune delle maschere più note della tradizione isolana, quali il Battileddu di Lula, i Mamuthones di Mamoiada, i Boes e i Merdùles di Ottana: esistono tantissime altre maschere, ma le più particolari sono tutte riconducibili al territorio nuorese. La zona ha inoltre conservato la memoria di diverse risalenti credenze popolari tendenzialmente legate al mondo dell’agricoltura e della pastorizia, a testimonianza di come siano sopravvissuti nella tradizione i segni di un tempo molto distante.

Infine, è da notare come l’entroterra della Sardegna offra alcuni degli scorci più indimenticabili della variegata geografia dell’isola: e trattandosi per l’appunto di entroterra, non si può non pensare alla provincia in questione. Il massiccio del Gennargentu è la punta più elevata della regione, e intorno ad esso non è raro poter ammirare la neve: l’abitato di Fonni è il più alto dell’intera Sardegna, ed è attrezzato di impianti per il turismo invernale. Fra i comuni di Orgosolo e Urzulei, a segnalarne il confine, si trova la Gola di Gorropu, un canyon lungo circa 1,5 chilometri conosciuto fin dall’antichità: fa da sfondo a un affascinante percorso escursionistico.

Una vacanza nella provincia di Nùoro, insomma, avrà sicuramente il merito di far conoscere gli angoli di Sardegna più incontaminati e, probabilmente, più affascinanti.

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