Si è svolto venerdì pomeriggio, presso il salone del centro giovanile, l'incontro organizzato da Zente Nova, Unione per Siniscola e Cittadini in movimento sul tema “acqua potabile”. Oltre duecento i presenti secondo gli organizzatori («è stato raggiunto – così uno di loro – il picco di 230 tra le 21.00 e le 21.30»). Tra gli invitati hanno preso parte all'incontro alcuni rappresentanti del comitato “Pro acqua di Locoli”. Assenti gli esponenti dell'amministrazione comunale. I lavori sono stati introdotti da Vincenza Sanna, portavoce dei Cittadini in movimento, già attivi a suo tempo con una raccolta firme.
Il geologo Antonello Manca ha aperto le relazioni descrivendo lo stato attuale dell'approvvigionamento idrico. Dati alla mano, la sorgente di Fruncu 'e Oche apporta, da ottobre a maggio, 450/500 litri al secondo. «Solo il 20% viene recuperato – ha dichiarato –, l'80% si perde». I litri al secondo diventano 130/150 nella stagione estiva, in concomitanza con l'aumento della popolazione. A ruota è intervenuto Nino Fronteddu che ha fatto una cronistoria delle differenti gestioni del servizio idrico a Siniscola fino al passaggio ad Abbanoa, quando lo stesso consigliere di Unione per Siniscola chiese l'inserimento di alcune clausole nel contratto con il gestore unico.
Da qui la proposta avanzata da Antonio Satta: «Quella di prelevare l'acqua da Locoli è attualmente solo un'idea, andrebbe monitorata per un determinato periodo. Su questo punto, sulla cautela e i passi da farsi convergono i diversi geologi che si sono occupati della questione. Al momento è praticabile soltanto il prelevamento sorgivo da Fruncu 'e Oche. Occorre pertanto muoversi tra due scenari. Da una parte, fornire il territorio dell’acqua di Fruncu ‘e Oche da ottobre a maggio per, poi, alternarla con quella della diga di Torpè durante la stagione estiva (comunque, con la garanzia che questa sia purificata a dovere). Dall’altra, investire nella realizzazione di un bacino da riempire d’inverno per fruirne d’estate; un invaso naturale che si presta a questa impresa è stato individuato proprio a poca distanza dalla sorgente, nella zona di Murtas Artas».
Che fare però, di fronte alla possibilità che Abbanoa porti avanti il progetto del mega potabilizzatore di 20 milioni di euro da realizzare presso la diga? «Per evitare che il gestore ci dia a vita quell'acqua dobbiamo creare un movimento popolare unitario dal basso. L'amministrazione deve fare la sua parte e noi ci stiamo candidando per cambiare le cose». Per Satta l'esempio da seguire è quello del movimento contro il caro tasse nato sul finire del 2014: «la grande partecipazione all'assemblea di venerdì lascia ben sperare».