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"Dimmi com'è", il nuovo singolo del rapper siniscolese Smiscio su "Nera dischi"

| di Mauro Piredda
| Categoria: Arte
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Smiscio, foto inviata alla redazione

È da qualche giorno online sulla piattaforma Youtube “Dimmi com’è”, nuovo singolo del rapper siniscolese Smiscio, all’anagrafe Lorenzo Miscera. Un brano che, come raccontato dal giovane artista, «nasce dall'esigenza di raccontare la mia situazione sotto gli aspetti più intimi».

Il videoclip, prodotto da Mis Factory Srls e diretto da Alessio Spanu (con assistenti Andrea Carrozzo e Mirko Aiello), è diffuso attraverso il canale “Nera dischi”, etichetta discografica di Cagliari che, spiega Miscera, «si impegnerà passo dopo passo nella realizzazione artistica del mio percorso».

La firma con la label, nata nel 2018 con l’obiettivo di promuovere «dischi e produzioni violente, sanguinose, oscure», risale a pochi giorni fa.

Un passo importante per la carriera di un ragazzo che, da quando aveva tredici anni, nel 2005, si è avvicinato al mondo hip hop affascinato dalla dalla breakdance della ''Zip Crew'' di Siniscola. Il nome Smiscio prende forma nel 2012, quando Lorenzo si espose per la prima volta al pubblico collaborando con la Cronaca Nera, collettivo hip-hop formato inizialmente da Crono (Pietro Columbu) e Das Cliet (Elias Tatti). Nel curriculum anche una serie di live e la partecipazione alla presentazione di “Abissi”, album dei nuoresi Menhir.

“Dimmi com’è” segue la narrazione del precedente singolo “Dope D.O.Smì”. Nelle parole del rapper, “Dimmi com’è” è «un pezzo gonfio di risentimento valorizzato da una produzione cruda. Ringrazio Noia (produttore che ha recentemente collaborato con Quint Mille ed En?gma, ndc) per aver spaccato a riguardo e aver cucito il miglior vestito per il peggior discorso».

Per Smiscio essere artisti «tende spesso a dare lo specchio di due vite. Qui si vive "real" e probabilmente se la mia vita andasse bene o troppo bene non avrei niente da dire. Le persone, per la maggiore, vogliono stare scialle e staccare la spina da quelli che potrebbero essere anche i loro problemi. Nel mio caso però sono i problemi la causa artistica. Ma sono abbastanza resistente per starci dentro: chiunque contrario potrebbe solo dirmi com'è la via più semplice, che comunque non sarebbe la mia via d'uscita».

 

Mauro Piredda

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