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Davide Secchi dopo le dimissioni da Capogruppo Psi: «Rompo con questa maggioranza ignara del fatto che questo è un paese in ginocchio»

| di Gianfranca Orunesu,Mauro Piredda
| Categoria: Attualità
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Il Consiglio Comunale di mercoledì 10, inserito nel quadro della mobilitazione popolare, ha registrato una grande partecipazione della cittadinanza siniscolese desiderosa di ottenere risposte sul problema delle tasse locali. Ma un altro elemento ha caratterizzato la seduta: le dimissioni del consigliere Davide Secchi da capogruppo del Psi (il partito del Sindaco Celentano) e da Presidente della Commissione Attività produttive. «Il mio è un dissenso - ha precisato Secchi, raggiunto telefonicamente  - che va avanti da tempo. È da sei mesi che non partecipo ai Consigli Comunali e posso dire che in tutto questo tempo non mi sono mai sentito legato del tutto a questa maggioranza».
«Presentai le mie dimissioni anche più di un anno e mezzo fa - ha proseguito Secchi facendo un excursus della sua attività politica consiliare - ma le revocai dopo aver ottenuto una rivisitazione delle aliquote Tarsu, seppur con l'aumento di altre voci. Avevo proposto anche la rivisitazione del contratto d'appalto con la società che gestisce il servizio rifiuti, ma su quel fronte nulla da fare». Una rivisitazione che oggi - stando agli impegni presi dal primo cittadino - è invece possibile.
«Ad ogni modo - ha aggiunto - la mia era una figura indesiderata. Il Pd ha chiesto per ben tre volte una verifica politica sulla mia persona. A metà mandato avrei dovuto sostituire l'assessore Piero Carta, mio compagno di partito, ma la rotazione non è stata possibile anche a causa di tali pressioni. Inoltre, ogni volta che l'amministrazione si riuniva con la società io, Presidente di commissione, non venivo mai convocato. Sono una persona scomoda, è vero, ma è finito il tempo di alzare la mano per appoggiare acriticamente qualsiasi cosa esca fuori dalla Giunta. Questa è una politica vecchia che non si rapporta con i cittadini».
Dimissioni irrevocabili, quindi, che sanciscono una rottura definitiva con l'esecutivo e l'intera compagine consiliare che lo sostiene. «Pensavo di dimettermi da Consigliere, ma preferisco rimanere e trovare una sintonia con le opposizioni. Se altri seguiranno il mio esempio faremo un nuovo gruppo, altrimenti mi muoverò autonomamente ma in contrasto a questa maggioranza ignara del fatto che questo è un paese in ginocchio, dove anche il ceto medio un tempo benestante è colpito duramente dalla crisi».

Gianfranca Orunesu,Mauro Piredda

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