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L'assemblea consiliare autogestita: «Nessuna delega in bianco. Controllo dal basso per i nostri diritti». Ma dalla maggioranza nessun passo indietro

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«Non delegare», «la conoscenza è potere»: sono alcune delle tante parole chiave che hanno riecheggiato ieri nella gremita Aula consiliare di via Roma dove una folla eterogenea ha iniziato a discutere, a partire dalle 18.30, nell'assemblea autogestita per affrontare vari nodi delle problematiche territoriali.
L'appuntamento si è svolto ad una settimana esatta dall'inizio dell'occupazione e ha visto la partecipazione attiva di variegate componenti del tessuto sociale: anziani, ragazzi, adulti, giovani coppie in compagnia dei loro piccoli, disoccupati, lavoratori, precari. Erano tanti, perspicaci e propositivi. Da sottolineare anche la fitta presenza femminile.
I lavori sono stati aperti dalla signora Tonina la quale, dopo una breve introduzione, ha dato la parola ad un gruppo di giovani che hanno esposto le problematiche collegate «all'assenza di spazi sociali, sportivi e ricreativi». Una cittadina ha sottolineato la mancanza «di attenzioni verso le esigenze e le necessità degli anziani» ponendo inoltre quesiti sulla tempistica delle risposte da parte del Protocollo.
Un operaio ha invece espresso la sua amarezza: «Per diciotto anni ho lavorato nella TeknoService, poi hanno fatto due società, e hanno messo tutti quelli che parevano a loro. Perchè si fanno queste cose? Il lavoro deve essere di tutti quanti». Antonio Satta, incaricato di aprire i lavori sul tema acqua, ha prima dato alcune risposte alle questioni sollevate. Per quanto riguarda gli atti ha sottolineato i limite di 30 giorni per avere una risposta («è previsto dalla legge». In tema di lavoro ha invece ribadito che «la ditta deve dapprima chiedere ai part-time se vogliono diventare full-time e inoltre si deve rispettare l'anzianità di chi ci lavora. Occorre organizzarsi sindacalmente e far valere i propri diritti ereditati grazie alle battaglie fatte nel passato».
«Dal 2007 per quattro o cinque mesi l'anno l'acqua non è potabile. Abbiamo registrato 48 ordinanze circa negli ultimi anni per alte cariche batteriologiche, trialomentani e altri elementi nocivi». Con questi dati Satta ha dato inizio al suo intervento aggiungendo che «tutto ciò rappresenta un attentato alla salute». «Quei trialometani anche bollendo l'acqua non se ne vanno, ma di fronte a ciò il Comune non avvisa adeguatamente la popolazione: non fa affissioni, non avvisa con il megafono, non chiude le mense scolastiche. Abbiamo un'alta percentuale di tumori e leucemie e i dati di una ricerca nazionale del 2009 confermano che quella di Nuoro, dopo Taranto e Livorno, è la terza provincia d'Italia più inquinata». «Abbiamo inoltre scoperto – ha aggiunto Satta – che molta dell'acqua di Fruncu 'e Oche si perde a mare e che anche d'inverno dai nostri rubinetti scende l'acqua della diga di Torpè. È bastato che in Consorzio di bonifica chiudesse i rubinetti lasciandoci a secco per capire che neanche in questa stagione viene erogata l'acqua di sorgente. È per questo che quando l'acqua c'è è spesso inquinata. Ma a dispetto di una Direttiva Cipe del 1978 la paghiamo al 100% anziché al 50%». Per Satta occorre percorrere un doppio binario: «dare vita a un movimento come il nostro che ormai superato la sua soglia critica con una settimana di occupazione, e rivolgersi alla magistratura». «Se dovessimo bruciare le bollette – ha aggiunto – ciò sarebbe un esercizio arbitrario delle ragioni e non produrrebbe effetti. A dicembre Zente Nova ha presentato un esposto alla Procura. Ora dobbiamo intersecare tutte le nostre battaglie per scardinare questo meccanismo di potere fatto di interessi che si legano l'un l'altro».
Come scardinare questo meccanismo? Per il signor Mesiano occorre iniziare proprio da Siniscola: «Si comincia sempre dal basso per poi arrivare farci sentire dalla Provincia e dalla Regione. Dobbiamo trattare chi ci governa in base a quel che merita. Occorre mandare quindi questa Giunta a casa e, anche sostituendola con i migliori elementi che Siniscola ha, dovremo esercitare sempre il nostro controllo».
Sulla stessa lunghezza d'onda il Prof. Crescenzo. Dopo aver fatto un parallelismo tra gestione del servizio idrico e raccolta differenziata («ci dissero che Abbanoa nasceva con lo scopo di far andare meglio le cose e di farci pagare meno») il suo intervento si è focalizzato sulle modalità di azione: «Dobbiamo riprendere in mano il potere di fare politica senza deleghe in bianco. Dobbiamo trovare un modo diretto e ricercare l'unità coinvolgendo i paesi limitrofi». Non sono mancati gli interventi di chi ha lamentato bollette a tre zeri, slacci del servizio in pieno agosto e bollette con indirizzi non corrispondenti. Salvo Marche, già sindaco di Siniscola nei primi anni '80, ha posto la questione della ricerca epidemiologica: «Il Comune si è mai posto il problema di richiederne una negli ultimi 15 anni?». Marche ha inoltre aggiunto che «se i prelievi non si fanno in superficie non risulteranno mai i metalli pesanti». Il medico Franco Floris, su questo versante, ha rincarato la dose: «non mi risulta che nel bacino di Torpè ci siano apparecchiature per abbattere le sostanze cancerogene. Porterò ai carabinieri un campione di quell'acqua». Sulla salubrità delle acque è inoltre intervenuto il consigliere Gianluigi Farris: «Io il territorio lo conosco e posso assicuravi che nell'invaso di Torpè arrivano le fogne di Lodè, Bitti, Buddusò e Alà dei Sardi. Inoltre quando si è rotto un tubo a Salapattu sono venuti a prelevarlo con le fasce e con i guanti. Signori, era amianto!». Tardelli ha inoltre ricordato che «con il Sic voluto da Celentano non si potrà fare l'intervento di prelievo dal Montalbo tramite sifone» e ha invitato la popolazione a non pagare «quanto riportato in rosso nelle bollette». Dal canto suo Vincenza Sanna ha evidenziato che «ognuno di noi ha situazioni diverse» e che «occorre accertarsi prima di decidere di non pagare».

Nino Fronteddu ha esordito dando alcuni consigli ai cittadini: «Prendiamoci l'abitudine di controllare i nostri contatori almeno ogni due mesi in modo da poter avere una media dei consumi e utilizzare tale prova nei confronti di Abbanoa ogni qual volta ci presenta bollette pazze». Sulla potabilità dell'acqua il consigliere di LiberaMente ha aggiunto alcune considerazioni che hanno completato quanto detto negli interventi precedenti. «L'acqua che scende dai nostri rubinetti viene prelevata dal fondo dell'invaso Maccheronis, proprio nel punto in cui è più sporca e carica di metalli. Captare l'acqua di Fruncu 'e Oche non sarebbe un grosso problema, neppure la cifra dell'intervento opportuno sarebbe impossibile. Ma mi sorge il dubbio che questa Giunta lavori più per gli interessi che stanno dietro ai grandi appalti che non per quelli della gente». Per Fronteddu la Giunta non è stata neppure in grado di far valere le ragioni dei siniscolesi già dal 2006: «Ci presentarono un contratto tutto sbilanciato in favore di Abbanoa. A quel punto chiesi che venisse modificato al fine di avere l'acqua di sorgente, un ufficio permanente e l'impiego di lavoratori siniscolesi. Davanti alle mie richieste il vicesindaco Lucio Carta disse che tutto ciò era stato promesso verbalmente, cosicchè nessuno mise per iscritto le mie proposte (che vennero bocciate) e oggi ci troviamo nella situazione che tutti conosciamo». Sul versante della tutela Fronteddu ha proposto l'incontro con Adiconsum «prima di intraprendere qualsiasi azione». Intanto si registra la presa di posizione della maggioranza, pubblicata sul profilo Facebook di Orizzonte Siniscola ad assemblea ancora in corso: «L'attuale maggioranza respinge al mittente le imposizioni sommarie di altre forze politiche. Amministrerà fino alla scadenza naturale di un mandato sancito democraticamente a seguito di regolari elezioni. Si sottolinea che altrettanto democraticamente ha amministrato in questi anni con il dialogo e il confronto politico».

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