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Puc, Zente Nova: «Riprendere la discussione per riqualificare a livello urbanistico e ambientale il paese ed il territorio»

| di Gianfranca Orunesu
| Categoria: Attualità
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Tra i vari argomenti in discussione in questa fase di pre-campagna elettorale c'è anche il Puc, il Piano urbanistico comunale in vigore dal 6 novembre del 2014 e contestato da Zente Nova. Il gruppo di opposizione, a suo tempo, aveva dichiarato che «risponde solo ai bisogni particolari del mercato, di chi possiede terreni e capitali da investire».

Attraverso l'ultima nota vengono analizzati diversi aspetti: l'andamento settore edile («il Puc non ha prodotto alcun beneficio, il settore è fermo»); le previsioni (considerate «ridicole perché si prevedono espansioni di volumetrie e di aree edificabili residenziali per una città di quasi 20 mila abitanti, quando il trend di crescita è ben diverso» aggiungendo che «con tutte queste volumetrie non si intende costruire prime e/o seconde case, bensì dar fiato a investimenti finanziari in odore di speculazione»); l'edilizia sociale («servono case per le categorie più deboli, per le giovani coppie, per i singoli originari o di ritorno, per gli studenti e i ricercatori; ma, nel Puc, sul totale delle espansioni residenziali previste solo poco meno del 20% di queste parrebbero essere destinate all’edilizia sociale»); la ricettività («si promuovono i mega alberghi a misura di multinazionale, il territorio ha bisogno di una ricettività migliore e meglio distribuita»); gli standard urbanistici («il Piano è cucito sulle zone F, G e derivate, nonché sui pochi grandi lotti “monoproprietari” con vista mare, il centro storico è solo un ingombrante retaggio del passato»).

Per il gruppo del consigliere Antonio Satta è opportuno riprendere la discussione «con alcuni obiettivi, mirati all’individuazione di interventi tesi alla riqualificazione urbanistica e ambientale del paese e del territorio tutto».

Questi i punti citati: «lo stimolo dell’efficienza energetica negli edifici esistenti; il miglioramento del metabolismo urbano; l’implementazione di strategie tese al miglioramento della raccolta differenziata e la gestione ed il recupero delle acque piovane; la spinta alle energie rinnovabili; il riuso dei suoli (con la riconversione o il riutilizzo di aree dismesse abbandonate e non utilizzate) come strategia chiave per contribuire alla riduzione del consumo di suolo e combattere la dispersione insediativa; la protezione della natura, del paesaggio e delle risorse agricole e turistiche del territorio ed il rafforzamento dei loro legami o delle loro articolazioni col paese (per esempio con le cinture verdi e/o i corridoi connessi ed in continuità tra i centri abitati del triangolo Siniscola La Caletta, Santa Lucia); il “regreening” di Siniscola e La Caletta esistente, tendendo al raggiungimento di un obiettivo ambizioso, ma non impossibile, ovvero recuperando sugli errori del passato per aumentare il rapporto tra abitante e mq di verde attrezzato; nessun consumo di suolo ulteriore, dunque, e zone di completamento con l’obiettivo prioritario dell’edilizia sociale, della ristrutturazione e riqualificazione del patrimonio abitativo inutilizzato o sottoutilizzato, del significativo aumento della qualità delle strutture ricettive. E poi, la creazione di un grande parco urbano il cui perno sia il centro storico, un luogo per i siniscolesi e per chi visita Siniscola, per attrarre turisti anche fuori stagione, affinchè i turisti che vengono se ne vadano ricordando la bellezza e l’armonia urbana del Paese. Turisti che stanno bene perché a stare bene sono i siniscolesi».

Gianfranca Orunesu

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