«La decisione di non presenziare all'incontro di Nuoro del 5 luglio, con i vertici Abbanoa, non è stata presa insieme dalla maggioranza e dalle opposizioni. Il mio gruppo ha semplicemente preso atto della volontà del sindaco Farris di non volervi andare. Del resto l'invito di Abbanoa, così come per gli altri Comuni, era rivolto al primo cittadino, non a noi».
È quanto dichiarato da Antonio Bidoni, consigliere comunale di Identità e rinnovamento, in risposta al primo cittadino Gian Luigi Farris. «Ci preme sottolineare che noi abbiamo chiesto alla nuova amministrazione di presentare, alla cittadinanza e al gestore, una proposta concreta per risolvere il problema idrico-potabile. Noi ce l'abbiamo, vogliamo sapere se la loro è quella avanzata in campagna elettorale oppure altre».
Anche Zente Nova/Unione per Siniscola ha dichiarato di non aver condiviso la scelta di Farris «né prima, né durante, né dopo l’incontro del 1 luglio». Per il gruppo di Antonio Satta e Nino Fronteddu, «il sindaco di Siniscola avrebbe dovuto essere presente. Ogni occasione è un momento utile per il confronto e anche per la battaglia. Diversamente, ogni lasciata è persa. Non presentandosi, a chi è stato fatto dispetto? Ad Abbanoa? Ai siniscolesi? Di fatto si è tenuto un incontro ufficiale sul destino del nostro territorio in merito alla non potabilità dell’acqua, e solo a mezzo stampa ne abbiamo scoperto i contenuti: Abbanoa sta investendo 20 milioni di euro per l’acquedotto e il mega potabilizzatore di Torpè. Nulla sulla possibilità di poter approvvigionare Siniscola e il suo territorio con l’acqua delle nostre sorgenti. Eppure il 5 luglio, il sindaco Farris ha avuto l’opportunità di levare alta la propria voce, portando a quell’incontro un altro punto di vista: il diritto dei siniscolesi all’acqua potabile e sorgiva».
Anche Satta e Fronteddu hanno posto l'accento sulla questione della proposta: «la Giunta Farris si è presentata quale Giunta del “fare”. Bene farebbe la stessa a spiegare pubblicamente la sua strategia e la proposta da portare all’attenzione di Abbanoa e della Regione. In altre parole, come richiesto dal sindaco Farris, se domani l'amministratore delegato di Abbanoa, dott. Ramazzotti, aderisse ad un incontro qui, a Siniscola, il sindaco con quali contenuti argomenterebbe e animerebbe il confronto? Entrare in conflitto con Abbanoa presuppone avere chiaro cosa si vuol fare e dove si vuole andare a parare. Diversamente, il rischio è soffiare sul vento del populismo, ovvero su una contrapposizione sterile con l’ente gestore del servizio che, probabilmente, nell’immediato premia nei termini di immagine, ma non risolve il problema».
Tra gli invitati alla riunione del primo luglio, i Cittadini in movimento hanno proposto di «valutare seriamente» l'uscita da Abbanoa. «Si deve restituire ai paesi – è quanto si legge in un loro comunicato – il potere della gestione dell'acqua, per una questione pratica e per una economica. Quella pratica perché gli interventi sui guasti sarebbero praticamente immediati; quella economica perché non ci sarebbe speculazione ma solo costi effettivi di manutenzione. La nostra opinione è che bisogna agire con delle azioni semplici ma efficaci. Pensiamo ad una manifestazione popolare organizzata dall'amministrazione, sostenuta dalle associazioni dei consumatori che sono ricche di informazioni utili e che coinvolga tutti quei sindaci che dicono di tenere ai propri cittadini. Naturalmente la partecipazione della popolazione sarebbe rigorosamente indispensabile, se vogliamo che le chiacchiere si trasformino in azioni».

