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Turismo, cultura e programmazione, concluso il primo incontro tra amministrazione e operatori del settore

| di Mauro Piredda
| Categoria: Attualità
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Si è svolto martedì pomeriggio, presso la Sala consiliare, l'incontro convocato nei giorni scorsi dall'amministrazione comunale in tema di sviluppo turistico.

«Questo – ha esordito l'assessora della Cultura Paola Faddaè il primo di una lunga serie di appuntamenti che si terranno periodicamente e dislocati nelle frazioni; vogliamo comprendere quali problematiche sono state riscontrate durante la stagione turistica e, quindi, il modo per risolverle».

Metodologia ribadita da Angela Bulla, assessora del Turismo: «Vogliamo raccogliere alcuni dati sulla stagione conclusasi attraverso la somministrazione di un questionario. Vogliamo capire i punti di forza, i punti di debolezza e intendiamo approfondire il dialogo con voi».

Dialogo che, per Marco Fadda, «fino ad ora non c'è stato»: «Chi lavora – ha aggiunto il vicesindaco – percepisce i problemi meglio di noi che curiamo l'aspetto politico dell'amministrazione».

Nella dialettica sviluppatasi fra le parti non è mancato chi, come Caterina Floris, ha chiesto quali fossero le intenzioni dell'amministrazione. «Dobbiamo capire – così la rappresentante dell'associazione Resilienza – come volete muovervi voi. Si punterà ancora sulle sagre o su attività culturali di spessore?».

Successivamente agli intermezzi di Carla Pau e Luigi Flori («Ora vogliamo capire che problemi avete riscontrato in estate», hanno dichiarato all'unisono) Carlo Sezzi (Uanciufree) ha approfondito l'argomento: «Credo che Caterina non intendesse chiedere all'amministrazione di proporre eventi, ma di determinare alcuni obiettivi. Uno può essere rappresentato dalla valorizzazione del territorio scommettendo su un periodo che va da aprile a ottobre. Occorre ridefinire un periodo di interesse e sulla base di questo sviluppare la programmazione. Altro obiettivo è quello di ricompattare la comunità come ha fatto la Leva '70 per la festa delle Grazie».

Marco Fadda, con l'intenzione di riprendere il filo del discorso legato alle problematicità riscontrate, ha esposto quello che secondo lui, «da siniscolese e non da amministratore», non è andato per il verso giusto: «Avrei detto che manca un centro turistico a La Caletta; che all'interno dell'Estate siniscolese c'erano eventi simili; che il paese era sporco».

Per quanto riguarda La Caletta, Angela Bulla ha citato la struttura dell'ex casello del Genio civile in risposta alle sollecitazioni mosse da Paolo Carzedda, boche del tenore Montalbo (secondo il quale «i giovani non hanno un punto di riferimento, sono in balia di loro stessi»): «Nostra intenzione – ha asserito l'assessora – è quella di riutilizzarla con iniziative legate all'originario indirizzo musicale».

Note dolenti in tema di decoro urbano. «Intorno a piazza Puxeddu est unu muntonarju – così Caterina Floris. Il mio diritto di vivere in un posto pulito deve coesistere con una serie di obblighi in capo ai proprietari di strutture abbandonate. Non è un bello spettacolo per i turisti che arrivano a Primavera in Baronia». Segnalate incurie, da parte di Donatella Poddie, anche a Capo Comino: «La situazione è drammatica – ha dichiarato –, tutto il degrado siniscolese ce l'abbiamo in questo posto bellissimo, ma abbandonato. Anche per quanto riguarda le dune, i turisti non sanno dove sono. I cartelli li abbiamo messi noi».

Segnaletica assente anche in altre zone, come fatto notare da Marcello Mele (gruppo folk thiu Juanne Piu): «Nemmeno i siniscolesi sanno che abbiamo una strada romana, che abbiamo le domus de janas a due chilometri da La Caletta. Il turista quando viene a Siniscola necessita di una cartellonistica seria. Non abbiamo nemmeno indicazioni per raggiungere il belvedere della madonnina».

Emersa anche la necessità di una pista ciclabile tra Santa Lucia e La Caletta. Per Francesco Sini, uno dei gestori del camping La Mandragora, l'esigenza nasce direttamente dai turisti: «Sono loro stessi a farcelo notare, il 33% di chi campeggia si porta appresso la bicicletta». Secondo Sini manca anche «un trasporto di servizio interno tra Siniscola e le frazioni, non solo per i turisti, ma anche per i residenti».

Tra le cose da ripristinare, Maria Luisa Mason del Ceas Santa Lucia ha proposto la piantumazione dei vecchi oleandri che caratterizzavano il borgo prima dei lavori di riqualificazione. «Gli alberi sono molto importanti – ha ribadito – anche in riferimento al centro urbano di Siniscola: ci sono troppi marciapiedi che ne sono privi, eppure l'ombra è indispensabile, fa bene al siniscolese e anche al turista».

Enea Poddie (coro Montalbo) ha chiesto la realizzazione di un parco giochi: «A Posada ce ne sono tre, quello di Siniscola è stato distrutto, ma si possono trovare soluzioni affinché ciò non accada di nuovo».

Proposta anche la chiusura al traffico di via Sassari la domenica mattina (Marcello Mele) e una programmazione degli eventi che coinvolga le diverse realtà del contesto siniscolese: «Tutti abbiamo gli stessi diritti – così Patrizia Tola, cartolibraia –: Siniscola deve poter lavorare anche d'estate e La Caletta anche d'inverno. Bisogna coinvolgerli maggiormente i commercianti, vedo che oggi siamo in pochi. Se i bar la domenica chiudono – ha aggiunto in riferimento alla questione sollevata in un intervento precedente – significa che non ci sono incassi».

Buona parte del dibattito è stata interessata dalla questione degli eventi. «Noi – è quanto detto da Emiliano Loi della Leva '71 –, dal Peticocone in poi, abbiamo programmato un evento al mese. Sulla base di questa programmazione pensiamo che il Comune possa venirci incontro attraverso una serie di azioni di supporto. Ad esempio fornire una serie di bagni chimici, dato che è una spesa che il comitato potrebbe evitare».

In riferimento alle tradizioni sono intervenuti Paolo Carzedda (che ha citato quanto realizzato dal Sòtziu tenores coinvolgendo 28 centri urbani) ed Enea Poddie: «Primavera in Baronia deve diventare un appuntamento fisso per le tradizioni locali, la musica da discoteca non ci fa nulla». Per il corista del Montalbo «le notti bianche hanno dimostrato che Siniscola vanta un grande numero di artigiani».

Proposti anche i gemellaggi internazionali. Per Alfredo Pais, presidente del coro Montalbo «potrebbero essere una soluzione per incrementare il flusso turistico. Quest'anno abbiamo ospitato i danesi del Panumkoret. La metà dei componenti di quel gruppo hanno già prenotato le vacanze sul nostro territorio per la prossima stagione».

Se per Antonio Asproni, presidente della Leva '70 «dobbiamo saperci vendere», per Carlo Sezzi «occorre individuare una serie di intermediari tecnici, di figure specializzate che con la loro competenza sappiano contrattare con la regione e intercettare finanziamenti europei. Non possiamo fare affidamento soltanto alle casse comunali».

Nei prossimi incontri, come annunciato dagli organizzatori, si dovrebbero affrontare le questione legate alla programmazione delle manifestazioni.

 

 

 

 

Mauro Piredda

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