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Disabilità e disagi in spiaggia, il racconto di Roberto Porcheddu

| di Gianfranca Orunesu, Mauro Piredda
| Categoria: Attualità
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Le problematiche relative alla fruizione del mare da parte delle persone disabili continuano a far discutere. Se recentemente, nella spiaggia di La Caletta, alcuni vandali hanno danneggiato la carrozzina job a ciò preposta, i disagi vissuti da Roberto Porcheddu, 28enne siniscolese, risalgono ormai a una decina di anni.

Un arco di tempo piuttosto lungo nel quale il ragazzo ha avuto modo di «parlarne con chi di dovere» senza però arrivare a vedere gli esiti sperati. Da qui la necessità di raccontare pubblicamente le sue difficoltà.

«Da quando avevo cinque anni – ha raccontato Roberto – vado al mare in un tratto di spiaggia che si trova tra La Caletta e Santa Lucia. Uno spazio da me preferito in quanto poco affollato rispetto ad altre zone del litorale».

I problemi sarebbero però a monte in quanto l’ingresso è situato tra i due parcheggi a pagamento che si trovano alla destra e alla sinistra. «Da quando hanno istituito questi stalli, molte persone che si recano in spiaggia preferiscono posteggiare in questo spazio gratuito, causando però diversi disagi».

Roberto, laureato in Giurisprudenza con una tesi riguardante la procedura penale, ha descritto questo parcheggio indicando due ingressi alla spiaggia: «Uno è molto sabbioso e, essendo in salita, impedisce un facile transito alla mia carrozzina; l’altro è più agevole, ma è sempre tappato dalle auto. Dal mattino fino alle 18.30 l’ingorgo è totale, e ciò non crea problemi solo a me e a chi deve sollevarmi affinché io possa accedere alla spiaggia. Questa situazione mette potenzialmente a repentaglio la sicurezza di chiunque in qualsiasi momento».

Diverse le “chicche” collezionate da Roberto in questi anni. Due quelle raccontateci: «Anni fa alcuni bagnanti hanno persino chiamato i carabinieri convinti che un’ammaccatura alla carrozzeria della loro auto dipendesse dal mio passaggio, e questo perché avevano visto in terra le tracce delle ruote della mia carrozzina. Recentemente mio padre, reo di aver parcheggiato per poco tempo la sua auto dietro un’altra, venendomi a prendere, è stato accusato di “sequestro di persona”».

Di conseguenza, anche in questa stagione, Roberto preferisce recarsi nella sua spiaggia preferita solo nel tardo pomeriggio.

«C'è chi mi dice di andare dove sono presenti le passerelle, ma io voglio andare dove mi trovo più a mio agio. E inoltre le passerelle sono sempre prese d’assalto da chi vuole piazzarvi i teli da mare a ridosso».

Cosa occorrerebbe fare per cambiare questa situazione? «Ci vorrebbe uno stallo per disabili all'ingresso della spiaggia, e più controlli. Non si impedisce un libero accesso solo a me, ma anche a chi porta con sé la carrozzina del proprio bambino».

Gianfranca Orunesu, Mauro Piredda

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