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Tasse e gioco online: guida alle norme del fisco

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In Italia, il gioco su piattaforme di scommesse digitali e su casinò online segue regole dettate dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (Adm, ex Aams) che rilascia licenza di esercizio, pertanto solo i siti web autorizzati dall’Adm risultano legali e privi di rischi dovuti, ad esempio a scarsa trasparenza di informazioni, mancanza di rispetto per la privacy dei gamer, multe per l’uso di portali irregolari di scommesse sportive. La licenza Adm è l’unico parametro di valutazione al fine di garantire al giocatore un’esperienza di gioco sicura, a norma di legge. La scelta di uno o più casinò digitali è personale e può essere fatta a seguito di una ricerca in Rete in termini di affidabilità e opportunità su casinosicuri.info. Ogni gioco, ogni scommessa e ogni vincita è disciplinata dallo Stato italiano in maniera monopolistica che stabilisce, quindi una precisa tassazione.

Tassazione e vincite online: quanto si paga e perché conservare le ricevute!

Quante tasse si pagano per una vincita online? Il sistema è molto preciso e varia a seconda del tipo di gioco d’azzardo e del valore della vincita stessa. Sulle attività statali tipo Gratta e Vinci e Lotto, la tassazione applicata, dal 2020, dopo l’emanazione del decreto fiscale, fa riferimento al prelievo progressivo perché subisce una modifica in base all’importo ricevuto. Maggiore è la vincita, maggiore ne risulta la tassazione. In passato, questa era pari al 12% in caso di vincite superiori a 500 euro (flat tax).

I giochi, sia online, sia offline, monopolio dello Stato, sono già tassati alla fonte, pertanto non vanno elencati nella dichiarazione dei redditi, diversamente da eventuali vincite di altra provenienza, come giochi su piattaforme web estere non regolamentate dalla legge italiana.

Nessuna incombenza, quindi nel comunicare le vincite e nessun rischio statale di evasione fiscale.

Quali sono oggi numeri e percentuali di aliquote in caso il giocatore sia fortunato?

Le attuali aliquote applicate vanno dal 15 al 25% di prelievo trattenuto. Quest’ultimo va così scaglionato:

  • 15% attribuito a vincite tra 500 e 1.000 euro;
  • 18% attribuito a vincite tra 1.000 e 10.000 euro;
  • 21% attribuito a vincite tra 10.000 e 50.000 euro;
  • 23% attribuito a vincite tra 50.000 e 10 milioni di euro;
  • 25% attribuito a vincite oltre i 10 milioni.

Le percentuali applicate risultano molto più alte in merito alle vincite tramite casinò digitali. In questi casi, si sfiora il 20% se la fortuna concede al gamer una vincita di 2.000 euro (pertanto il guadagno vero corrisponde a 1.600 euro a fronte di 400 euro di tasse erariali). È l’Adm che, per i casinò online, stabilisce il prelievo per la tassazione che si conteggia in base al Preu, prelievo erariale unico. Quest’ultimo ammonta al 6,75% per giochi quali videolottery e al 19,75% per slot machines.

Altro aspetto da non sottovalutare in merito alle vincite e, quindi agli introiti ricavati, è rappresentato dalle proprie spese. In che senso? Se in virtù di un incasso considerevole al gioco, il gamer si dedica allo... shopping, effettuando acquisti di particolare entità rispetto alla media del proprio reddito dichiarato, lo Stato potrebbe chiedergliene atto per chiarire la natura dei suoi acquisti. Si tratta di una procedura comune per contrastare l’evasione fiscale. È sufficiente conservare le ricevute delle vincite e dei vari incassi per giustificare allo Stato determinate uscite di denaro.

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