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Imu e Tares: opposizioni abbandonano il Consiglio

| di Gianfranca Orunesu
| Categoria: Politica
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Se lo scorso Consiglio comunale ha visto un'interruzione di mezz'ora, la seduta di ieri ha visto i consiglieri dell'opposizione abbandonare l'aula, lasciando alla sola maggioranza la discussione del bilancio. I punti della discordia, con diversi interventi dal pubblico, sono stati la modifica e approvazione del programma triennale delle opere pubbliche, l'Imposta Municipale Propria e la Tares. Opposizioni sul piede di guerra già dal primo punto, dopo che l'assessore Lucio Carta ha illustrato l'accensione di due nuovi mutui: uno di 300 mila euro per la sistemazione del palazzo comunale; uno di 500 mile euro per le strade di Siniscola. Per Satta (Zente Nova) «è opportuno chiedersi quanti mutui stiamo accendendo». «Strumentalizzazioni», ha ribattuto il vicesindaco, che ha persino accusato la Regione di pratiche clientelari elargendo fondi alle sole amministrazioni di centro-destra. Pareri opposti per Farris («non cercate la regione, avete perso 200 mila euro per la sistemazione delle strade rurali»), Mele («i soldi vanno alla zona di Cagliari a prescindere dal colore politico») e Fronteddu («si indichino le opere da realizzare e se i fondi mancano li si utilizzi seguendo un ordine di priorità»). A seguito delle conclusioni di Celentano, 11 consiglieri hanno votato a favore mentre i consiglieri delle opposizioni (Satta, Fronteddu, Coronas, Farris, Mele) si sono astenuti. Il secondo punto (Imu), sia nella relazione dell'assessore Pipere, sia negli interventi delle opposizioni (e di un pubblico piuttosto preoccupato) si è unito diverse volte al terzo (Tares). Per Pipere, «se nel 2012 abbiamo chiesto uno sforzo ai cittadini, oggi scegliamo di mettere dei fondi di bilancio pari a 55 mila e 250 mila euro per ridurre rispettivamente il carico di Imu e Tares». Per quanto riguarda l'Imu «abbiamo abbassato le aliquote per alcune categorie rispetto all'anno scorso. Dallo 0,80 allo 0,76% per le categorie C1 (negozi e botteghe), C3 (laboratori per arti e mestieri) e D (immobili a destinazione speciale) e dallo 0,98 allo 0,97% per le abitazioni, le aree fabbricabili e le seconde case». Dopo Satta, anche Fronteddu è intervenuto su un punto che ha messo insieme Imu e Tares. Il consigliere di LiberaMente ha anche chiamato in causa l'appalto del servizio di raccolta dei rifiuti, passato da 1 milione e 800 mila a 3 milioni e 300 mila euro. «Ciò aveva portato il comune ad aumentare la tassa al 138% salvo poi ridurla al 68%. Per bilanciare il restante 32% che si è così accollato (oltre un milione di euro) ha aumentato dallo 0,76 allo 0,98% l'aliquota dell'Imu sulle seconde case, sulle aree edificabili. Ma se quest'anno le bollette Tares sono al 100% occorre togliere quel 32% messo come Imu. Abbiamo un tesoretto da restituire ai cittadini: o riportando l'aliquota allo 0,76% o riducendo la Tares». Sul primo punto 11 favorevoli e 5 contrari. La discussione sulla Tares si è nutrita degli accorati interventi dal pubblico, segno di una preoccupazione derivante dal mix di crisi e gabelle. Nella relazione di Pipere le contraddizioni della Tarsu che «veniva calcolata sulla base dei metri quadri ma prescindendo dalla composizione del nucleo familiare. Ora con la Tares riusciamo a far pagare meno la maggior parte delle 8 mila utenze domestiche e delle 867 utenze non domestiche». Per Satta non è così: «ad essere penalizzato sarà il 60% delle attività economiche che sono il motore si Siniscola; si salvano solo i capannoni industriali con pochi dipendenti e le banche». Per il consigliere di Zente Nova «sarebbe opportuno tornare alla Tarsu, come normato dal decreto legge 102, certificando i redditi con le dichiarazioni Isee». Ma se dai banchi della maggioranza si dichiara che «noi dobbiamo attenerci a quanto ci dice di fare il Governo», da quelli del pubblico emerge la necessità di una volontà politica chiara: «voi non dovete attenervi, voi dovete ribellarvi!» Dopo diversi confronti di dati tra Pipere e Satta (uno con Bosa che è servito a Pipere a dimostrare come un appalto inferiore non generi un'imposizione favorevole, uno con Sant'Antico utilizzato da Satta per sostenere che anche anche in condizioni sfavorevoli - «un'isola nell'isola» - si riesce ad abbassare la Tares), e dopo aver discusso delle penalità nei confronti della San Germano (per la maggioranza ci sono ma non si tratta di entrate certe), Zente Nova e LiberaMente hanno proposto alla maggioranza di ritornare alla Tarsu, proposta respinta (con l'astensione di Mele e Farris). Arrivati al punto del bilancio, tutti e cinque i consiglieri delle opposizioni, alla luce del «modo unilaterale di procedere della maggioranza che non ascolta minoranze e cittadini», hanno abbandonato l'aula in segno di protesta.

Gianfranca Orunesu

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