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Mensa, pagamenti e rendicontazioni. Nuovo scontro tra maggioranza e opposizioni

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Quanto si sa è che ieri mattina i Carabinieri hanno ritirato dal Comune due grossi faldoni. Non è noto con esattezza quale sia la natura della documentazione contenuta in essi. Tuttavia, da diverse ore, alcune indiscrezioni parlerebbero di collegamenti con la vicenda inerente al servizio mensa scolastica (Aggiornamento: leggi la smentita di Piero Carta). Il tema, proprio venerdì scorso, è stato oggetto di discussione consiliare. Rimangono infatti aperte diverse questioni che partono dai pagamenti delle singole famiglie per arrivare alle più complessive rendicontazioni.

L'argomento è stato introdotto dal consigliere Satta che ha ricordato i due accessi agli atti portati avanti dalle opposizioni nei mesi scorsi: a luglio (allora occorreva però attendere la conclusione del biennio scolastico 2012/13 e 2013/14) e a novembre dell'anno appena trascorso.

Diverse le richieste: «la data e il numero di protocollo della comunicazione del catering per la sostituzione del software e le motivazioni; il report dei pagamenti e delle morosità per fasce di reddito di ciascun anno scolastico e il resoconto della attività svolte per il recupero delle morosità; una copia della rendicontazione inviata periodicamente alla Corte dei Conti degli incassi delle mense scolastiche; la consistenza dei debiti maturati da chi non frequenta più la scuola; le quote coperte dal Comune attraverso i servizi sociali; il report elencante il numero totale di alunni serviti, dei pasti erogati per plesso e grado scolastico; la determinazione attraverso la quale i centri di ricarica sono nominati agenti contabili».

La questione del software ha egemonizzato l'intera discussione in aula, partendo dalle dichiarazioni di Satta: «Abbiamo scoperto che è stato sostituito. Come è possibile che sia accaduto ciò? Il sistema informatico era uno dei requisiti principe del bando di gara. Il suo mancato utilizzo, nei termini previsti dal capitolato e dall'offerta tecnica progettuale presentata in sede di gara, costituisce giusta causa di risoluzione del contratto».
La segretaria Antonina Mattu, intervenendo durante l'esposizione di Satta, ha sostenuto che «il software non è stato cambiato, è stato semplicemente migliorato, perché anche noi abbiamo ritenuto ci fossero molte criticità. A tal fine abbiamo preso contatti direttamente con la casa madre e ora, in merito all'assenza di un bambino a scuola, si ha un riscontro immediato tramite sms».

Anche l'assessore Piero Carta - dopo aver ribadito il rinnovo del contratto per gli anni scolastici 2014/15 e 2015/16 alla ditta vincitrice la gara d'appalto (2012, Ndr) - è intervenuto sui quesiti posti circa il software: «Abbiamo registrato le perplessità e le lamentele dei cittadini, il gestore ha preso atto di questo e ha chiesto l'aggiornamento del software rivolgendosi alla casa madre. Il primo software che è arrivato era un prototipo dell'azienda madre, oggi abbiamo un programma eccezionale: classe per classe, ogni giorno, il ristoratore ha il numero di bambini e in ogni momento, quest'anno, è possibile avere l'estratto conto. Abbiamo una Ferrari».

La discussione sul software si è subito legata con la situazione venutasi a creare per diverse famiglie. «In quest'ultimo mese – ha proseguito Satta – sono stati chiamati a sanare una situazione moratoria, da parte degli uffici, diverse persone che avevano saldato tutto. Queste persone sono andate a chiedere l'estratto conto per certificare tale morosità e non gli è stato fornito».

Tra le famiglie coinvolte anche quella del consigliere Farris: «Mia figlia avrà consumato 20 pasti dalla terza alla quinta elementare e ci risulta un debito di 750 euro. In questi giorni avete giocato a mosca cieca. Come si fa a chiamare nelle case senza sapere chi ha pagato e chi no?».

Errori ammessi dalla segretaria Mattu e dall'assessore Carta, che hanno però ha aggiunto che «c'è chi non vuole pagare». «Tale cifra – ha aggiunto Carta riferendosi alla fattispecie citata – si aggira intorno ai 1.300 euro». Sugli errori la segretaria ha ribadito l'invito ai cittadini a recarsi in ufficio: «Apriremo tutti i faldoni e il programma, così si potrà accedere a tutti gli atti possibili e immaginabili. L'Ufficio serve anche per questo, non posso ricordarmi tutto in Consiglio comunale».
Per Carta «non c'è nulla di male se uno, pur essendo in regola, viene a verificare se ha pagato o meno». L'assessore ha quindi rimarcato la possibilità di regolarizzazione «attraverso l'incrocio di tutti i dati relativi alle presenze nelle scuole e alla mensa per fare un accertamento e caricare così i  dati corretti nel nuovo software».

«Il problema – ha risposto Satta – non è semplicemente quello di regolarizzare le posizioni personali. Il problema che noi ci poniamo come consiglieri è un altro. Chi doveva vigilare attraverso quel software, sulla base di che cosa pagava le fatture alla ditta che erogava i pasti?».

Inoltre, il Consiglio ha registrato un'ulteriore incongruenza. Per la segretaria, «la ditta che è arrivata seconda alla gara d'appalto è stata esclusa perché aveva un programma proprio che consisteva in una lettura ottica dei nominativi contenuti nei registri»; per Satta, invece, «è stato pagato un servizio informatizzato che non ha funzionato e che ora necessita di controlli incrociati con documenti cartacei».

Da qui la richiesta di Fronteddu: «Se dite che non ci sono problemi portateci tutte le risposte ai nostri quesiti al Consiglio di lunedì (che poi non si è tenuto, Ndr). Privacy a parte chiediamo dei dati complessivi». «Non so se lunedì sarà possibile – ha risposto Celentano – perché gli uffici dovranno lavorare, ma lunedì o martedì avrete una nota dove si chiariranno tutte le questioni che voi avete esposto».

Satta ha anche fatto notare come sul sito del Comune sia «ancora presente il numero di telefono per comunicare l'assenza del figlio della vecchia ditta. A quel numero, che ho salvato con un fotoscatto, non risponde nessuno e le famiglie rischiano di dover pagare anche quando il bambino si assenta».

L'altra questione emersa è quella relativa ai centri di ricarica. «Dov'è la determinazione – così Satta – che  li nomina, ai sensi della legge, agenti contabili? Tutti coloro che maneggiano denaro pubblico, e in questo caso i tre centri di ricarica, ogni mese devono rendicontare alla responsabile finanziaria, la quale a sua volta deve rendicontare alla Corte dei Conti ogni tre mesi. Con i rendiconti si fanno i Bilanci comunali. Come è possibile certificarli? Chiederemo al revisore di allora».

La segretaria ha quindi risposto sostenendo che i centri di ricarica sono «agenti contabili di fatto. La tracciabilità è garantita dai Pos». Ma per Satta «non è solo per la mensa che non sono stati nominati gli agenti contabili. Leggo una vostra risposta: “Sarà nostra cura relazionarsi in tempi urgenti con il competente magistrato contabile al fine di attivare il corretto procedimento per la regolarizzazione e la sanatoria di tutte le situazioni similari in capo ai diversi settori dei servizi comunali”. E come la mettiamo con il porto? In questo caso stiamo parlando di cifre, per ogni estate, che vanno dalle 300 alle 500mila euro. Anche queste vanno rendicontate alla Corte dei Conti».

A oggi (martedì) i consiglieri di minoranza hanno sostenuto di non aver ricevuto la nota del Sindaco in merito alle questioni sollevate.

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