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Acqua potabile, i “Cittadini in Movimento”: «raccolte oltre 1500 firme, la petizione continua nelle attività commerciali siniscolesi. Risposte o manifestazione di massa»

| di Gianfranca Orunesu
| Categoria: Associazioni
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Vincenza Sanna. Foto inviata dai "Cittadini in Movimento"

A pochi giorni dalla raccolta firme organizzata a La Caletta sul tema acqua (oltre 1500 le adesioni già raccolte), i “Cittadini in movimento” hanno reso pubblico l'elenco di attività nelle quali è possibile dare seguito alla petizione: edicola Contu, bar Snoopy, bar Aiello, panificio Contu, merceria da Luisa, giocattoli Zia Maria, Amika accessori, Piccolo magazzino e cartoleria Olla a Siniscola; Calaflor, Pipitos, ottico Murgia, pizzeria Da Bastiano, cafè Bablu, Il Mangiatutto a La Caletta; gelateria il Giglio a Santa Lucia. Per Vincenza Sanna, coordinatrice dei “Cittadini in Movimento”, «che l'acqua sia un bene prezioso, primario ed indispensabile sembrerebbe scontato, ma visto e considerato il disagio che sta vivendo la maggior parte dei Siniscolesi e non solo ormai da diversi anni, dà l'impressione che gli enti preposti al controllo e alla  tutela si siano dimenticati di tutto ciò. Infatti le continue ordinanze di non potabilità, le bollette esose, gli slacci continui, l'idea di sfruttare le risorse acquifere del nostro monte in modo inappropriato, hanno spinto i Cittadini in Movimento a fare una raccolta firme per stimolare chi di dovere affinché provveda al ripristino dei disservizi. Ormai da tempo dai rubinetti sgorga acqua fangosa e maleodorante e ciò comporta rischi per la salute, grava sul bilancio economico in quanto la popolazione è obbligata ad acquistare l'acqua e da non sottovalutare la fuga dei villeggianti nelle località turistiche. Questo è solo il primo passo per ottenere i giusti diritti, siamo pronti ad una manifestazione di massa se non si avranno in breve risposte esaurienti».

Durante la raccolta firme sono stati distribuiti due volantini il cui testo è riportato integralmente qui sotto.


ANNULLAMENTO DELLE BOLLETTE RELATIVE ALLE ACQUE NON POTABILI. RICEZIONE DELLE BOLLETTE A CADENZA BIMESTRALE. NO AGLI SLACCI

L’acqua è un bene primario, essenziale, un bene prezioso e indispensabile, il quale a nostro avviso non deve essere tolto a nessuno, soprattutto a chi attraversa una fase difficile della propria vita. Con quale diritto Abbanoa ci obbliga a pagare le bollette quando dai nostri rubinetti sgorga fango al posto dell’acqua? Tutto ciò, è bene ribadirlo, è ovviamente illegale.
Il TAR del Lazio, nella sentenza numero 664 del 2012, ha condannato i Ministeri della Salute e dell'Ambiente a risarcire gli utenti dell’acqua di varie regioni (Lazio, Toscana, Trentino Alto Adige, Lombardia, Umbria). Il TAR ha riaffermato che l’acqua fornita ai cittadini deve essere salubre e la tariffa legata proprio alla qualità di essa, da cui l’indicazione di agire contro le ATO (ambito territoriale ottimale dei servizi) che non potevano non tenere conto di questo dato nel determinare la tariffa. La sentenza afferma un principio fondamentale: fornire servizi insufficienti o difettosi o inquinati determina la responsabilità della pubblica amministrazione per danno alla vita di relazione, stress, rischio di danno alla salute. Alla luce di quanto accaduto alcune associazione dei consumatori hanno promosso una nuova azione giudiziaria collettiva (class action), chiedendo il risarcimento di 1500 euro per ogni abitante e una riduzione della tariffa idrica.
Un altro nodo da risolvere è quello della ricezione delle bollette a cadenza bimestrale. Queste, come noto, arrivano spesso in forte ritardo, e ciò, provoca un aumento della bolletta dovuto al cumulo della cubatura che fa scattare la tariffazione superiore.
“Cittadini in Movimento” non esclude nessuna forma di protesta, compresa quella dell’azione collettiva in ambito legale, come già avvenuto in altri territori. Nel contempo richiediamo:
L’annullamento delle bollette relative alle acque non potabili
Il divieto assoluto degli slacci delle utenze idriche e fognarie
Tutela da parte degli amministratori del nostro Comune
Maggiore attenzione della Asl in fase di controllo delle acque e di tutela della salute pubblica
Valutare la possibilità dell’uscita del Comune di Siniscola dal Consorzio di Abbanoa


NO ALL’EMUNGIMENTO DELLE ACQUE DEL MONTALBO E ALLO SFRUTTAMENTO DELLE SUE RISERVE

Gli studi non esaustivi sin’ora condotti verso lo sfruttamento delle falde acquifere del Montalbo nei Comuni di Siniscola, Lula e Lodè, non hanno ancora portato ad evidenze scientifiche sui rischi d’impatto idrogeologico tali da escludere possibili danni all’ecosistema ambientale e territoriale. In assenza d’informazioni sicure, e piuttosto che intervenire sull’implemento dei potabilizzatori e delle condutture idriche, si preferisce spostare l’attenzione pubblica su proposte “ardite” che potrebbero danneggiare irrimediabilmente il nostro territorio montano. Dallo studio speleologico del Montalbo e dall’emungimento delle sue falde acquifere, emerge inoltre un rischio connesso all’esaurimento delle acque stesse, le quali, se non dovessero essere rimpinguate da alluvioni o da pesanti piogge, andrebbero ad intaccarne le riserve, danneggiando irrimediabilmente la montagna; le varie fonti e i vari invasi ad esse collegate potrebbero quindi desertificarsi.
La giusta scelta delle distribuzione delle acque del Montalbo ai comuni costieri della Baronia e della bassa Gallura, non deve però penalizzare il diritto di pieno approvvigionamento del nostro Comune. Questo infatti,  pur essendo ricco di sorgenti come quella di Fruncu e oche, spesso non ne usufruisce affatto o come dovrebbe, rendendo tutto ciò inspiegabile e incomprensibile.

Come cittadini dovremmo porci delle domande:
Perché non tutelare il Montalbo seguendo le indicazioni del SIC?
Perché non viene spiegato come avverrà il prelevamento delle acque?
Perché non rafforzare i sistemi di potabilizzazione e le condutture idriche esistenti e usufruire della raccolta di acque spontanee?
Sappiamo esattamente dove confluiscono le acque di Ischiriddè e di Grassianu? Le sorgenti  pubbliche diventano private?
Perché continuare a pagare consulenze per progetti velleitari?
Perché i Comuni di Lula e di Lodè sono fortemente contrari a quest’opera idrica?
Perché rischiare di riaccendere pericolosi conflitti con i paesi limitrofi?
Perché continuare a sfruttare ed impoverire Siniscola a vantaggio di altri paesi, invece di ridiscutere gli accordi territoriali in ambito idrico?
Perché mettere sempre la popolazione di fronte al fatto compiuto?

Firmare non è un obbligo, pensare alla tutela del bene comune e del proprio territorio SI!!!!!

Gianfranca Orunesu

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