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Alcuni studenti dell' ITCG Oggiano: «Giusto segnare chi arriva in ritardo. Ma un minuto non può precludere l'ingresso a scuola»

| di Mauro Piredda,Gianfranca Orunesu
| Categoria: Attualità
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Foto da itcgoggiano.it

«Dietro un ritardo possono esserci numerosi motivi. Non è sempre sinonimo di negligenza». È quanto affermato da un gruppo di studenti dell' ITCG Oggiano. Gli allievi ci hanno contattato nella serata odierna: «stamattina - questo il loro racconto - al nostro arrivo a scuola, ci siamo ritrovati una gran bella sorpresa. Alle 8:16, a un consistente numero di alunni è stata letteralmente chiusa la porta in faccia. È vero, la campanella suona alle 8:15, quindi sicuramente chi arriva dopo tale ora deve essere segnato come ritardatario; ma l'episodio di stamattina vi sembra una cosa normale? Dovrebbe essere una scuola, non un istituto penitenziario. Ma la cosa che fa più rabbia a noi alunni - hanno proseguito i ragazzi -  è che noi veniamo buttati fuori,  mentre alcuni professori sono liberi di entrare anche alle 8:20 senza che nulla venga loro rimproverato. Ribadiamo che per loro quello è un lavoro (come sostanzialmente lo è anche per noi alunni) ma perché a loro non segnano i ritardi? Quanto accaduto oggi ci ha veramente deluso. Speriamo di non vedere ripetersi episodi come quello odierno, che suscitano solo rabbia e rammarico in noi studenti. Sono anche questi alcuni dei motivi della tanta dispersione scolastica che si registra ultimamente».
Gli allievi hanno sottolineato che «gli imprevisti capitano a chiunque. È giusto segnare i ritardi, ma un minuto non può precludere l'ingresso a scuola o la frequenza della prima ora. A chi è pendolare e aveva meno di cinque ritardi è stato concesso di entrare alla seconda ora. Con conseguente impossibilità di seguire comunque la lezione della prima ora. I non pendolari, invece, sono stati mandati tutti via senza considerare che ci sono i ritardatari abituali e quelli che invece non lo sono. Di questo si sarebbe dovuto tener conto. Inoltre bisognerebbe avere un minimo di tolleranza e chiudere il portone alle 8.20 - hanno concluso i ragazzi - perché non parliamo di ritardi esorbitanti ma di qualche minuto che, spesso, non dipende dalla nostra volontà. A volte si rimane fermi a causa del traffico anche se ci si organizza in anticipo per arrivare puntuali».

Mauro Piredda,Gianfranca Orunesu

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