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Immobili ex Ersat, Zente Nova: «Finalizzare il passaggio di quei beni al Comune di Siniscola, dare seguito alla Delibera consiliare di tre anni fa»

| di Gianfranca Orunesu
| Categoria: Attualità
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«Dare seguito al voto consiliare che, all'unanimità, approvava la Delibera n°60 del 12 dicembre di tre anni fa sull'acquisizione a titolo gratuito degli immobili di proprietà dell’Agenzia Laore (ex Ersat)».

È quanto chiede il gruppo di opposizione Zente Nova attraverso la sua ultima presa di posizione.

«Con sommo stupore - si legge nella nota - scopriamo che quel passaggio non è mai stato fatto, che quella Delibera comunale non ha mai avuto seguito e ciò lo si può imputare solo al lassismo di questa Giunta così celere nell’appaltare lavori senza garantire la copertura finanziaria reale e sonante (leggi, canali per la raccolta delle acque bianche a La Caletta e Piano di riqualificazione di Santa Lucia) e, altrettanto, reticente nel promuovere quell’azione in grado di produrre effetti positivi in materia di politiche attive per il lavoro».

Secondo Zente Nova «l'ex colonia di Capo Comino, il boschetto di eucalipti accanto, l'ex caserma dei carabinieri, i due edifici che una volta ospitavano le scuole e gli immobili adiacenti, i circa trenta ettari di terreni agricoli, situati tra Capo Comino, Bèrchida e La Caletta, rappresentano un’opportunità. Rappresentano la possibilità di creare posti di lavoro e servizi per il turismo la cui gestione potrebbe essere affidata ad appannaggio dei disoccupati del territorio, giovani e non, senza prospettare cessioni di alcuna struttura a terzi e governando, finalmente, il patrimonio del Comune quale bene comune».

Queste le proposte del gruppo: «Per quanto riguarda l’ex colonia, intercettare i contributi regionali per lo smaltimento dell’amianto e accendere un mutuo per ristrutturarli e sfruttare le volumetrie esistenti per aprire un ostello della gioventù con annesso punto ristoro. Il boschetto di eucalipti accanto, invece, potrebbe ospitare un park skytrek o un campeggio, mentre le strutture all’interno del borgo, delle botteghe artigianali con annessa esposizione. Insomma, la fantasia non manca e le idee nemmeno; peraltro, con un intervento sulle infrastrutture e gli arredi urbani, questo potrebbe rappresentare l’input necessario e propedeutico a rilanciare Capo Comino dopo anni di abbandono».

Gianfranca Orunesu

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