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Ute, presentato da Dessì "Il mondo di Antonio Gramsci". La traduzione in sardo ad opera di Angelo Canu

| di Mauro Piredda
| Categoria: Attualità
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Il pubblico presente alla conferenza nella foto scattata da Angelo Canu

Il pensiero di Nino Gramsci e la tutela della lingua sarda. Intorno a queste due direttrici si è svolta, venerdì pomeriggio in Biblioteca, la seconda conferenza dell’Università siniscolese della terza età.

Il pubblico presente nell’auditorium “Mirella Fenu” (hanno “risposto all'appello” non solo “sos dischentes” dell’Ute ma anche diversi giovani e operatori culturali) ha dato il benvenuto a Sandro Dessì e a Angelo Canu, rispettivamente uno dei due autori di “Il mondo di Antonio Gramsci” e il traduttore delle parti del libro in limba comuna.

Dessì, che ha steso l'opera insieme a Viviana Faedda, ha spiegato le ragioni dell’utilizzo del linguaggio fumettistico e dell’illustrazione («un’ulteriore occasione per fare entrare Gramsci nelle scuole») e le varie fasi della vita del pensatore e rivoluzionario sardo partendo dalla quotidianità e dai luoghi che hanno contribuito a determinarne la straordinaria personalità: da Ghilarza a Torino; dal clima sardo al freddo che avvolgeva la capitale industriale dell'Italia di allora; dai libri della sua giovinezza alle produzioni editoriali della stampa comunista; dalla lingua sarda alle riflessioni politiche del marxista dedito alla trasformazione socialista della società.

Il primo volume ("Da Ales alla Rivoluzione russa") fa parte di una trilogia nella quale sono state adoperate tre lingue «aventi la stessa dignità», come ribadito all’unisono da Dessì, Canu e da Antonio Murru, padrone di casa e moderatore della conferenza.

La lettura di alcune parti in inglese è stata affidata a Rossana Mele. Le parti in sardo, oltre che da Canu, sono state lette in thiniscolesu anche da Murru, resosi protagonista dell’esperimento di lettura locale partendo da una base standard Lsc. «Una grafia comuna – come ribadito dal traduttore lodeino – chi nos serbit pro nche cròmpere a su bilinguismu perfetu. Un’aina chi non nch’apartat sas diversidades de sas variantes locales ma chi ponet règulas craras in s’iscritura lassende libertade in contu de pronùntzia, cadaunu cun su dialetu suo».

Durante l’iniziativa, Murru ha proposto un corso di scrittura “a norma” da affidare allo stesso Canu. Proposta raccolta dall’interessato, da anni attivo nel territorio come operatore linguistico.

Mauro Piredda

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