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Acqua e Faro: in consiglio comunale volano gli stracci

Discussione animata su Abbanoa e affidamenti diretti

| di Gianfranca Orunesu
| Categoria: Politica
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Il consiglio comunale di ieri ha visto i consiglieri delle opposizioni Antonio Satta, Sebastiano Fronteddu, Pier Paolo Coronas, Gian Luigi Farris, Giuseppe Mele, Marco Fadda, Giovanni Angelo Fadda presentare una proposta di delibera per impegnare Abbanoa S.p.a. a ridurre e rimborsare la bolletta dell'acqua quando non potabile, alla luce delle 43 ordinanze comunali di non potabilità emesse dal 2007 ad oggi. Le conseguenza di una tale situazione, che ha interessato il territorio comunale a volte per zone e altre nella sua totalità, rappresentano per i consiglieri di minoranza una «discriminazione», un danno per la salute (vista la potabilità negata «anche per uso alimentare») e un aggravio della situazione economica delle famiglie e dei cittadini già colpite dalla crisi «costretti ad approvvigionarsi presso terzi per avere acqua salubre e potabile, pur continuando a pagare ad Abbanoa le bollette dell’acqua come fosse potabile».

Alla violazione delle norme che tutelano il diritto alla salute per i consiglieri si aggiunge l'inadempimento contrattuale (« sanzionato dal D.P.R. n. 236 del 24/05/1988») e la recente abrogazione referendaria “dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito”: «dal 14 giugno 2011 – si legge nella proposta di delibera - Abbanoa non ha più titolo per esigere l'importo della tariffa corrispondente alla remunerazione del capitale investito». Da qui la richiesta ad Abbanoa del dimezzamento del 50% delle bollette dell’acqua quando non potabile, con contestuale rimborso del margine di profitto (del 14%) applicato nonostante il referendum del 2011 ne abbia sancito l’illegittimità. La proposta non si è trasformata in delibera a seguito di una contrapposizione tra ordini del giorno: la maggioranza ne ha prodotto contestualmente un altro – respinto dalle opposizioni – astenendosi sull'originario.

Scontro anche sulla questione relativa all'Ex Faro di Capo Comino – come da precedente pezzo – con le opposizioni che all'inizio del consiglio hanno chiesto il ritiro della delibera che affidava direttamente la struttura in comodato d'uso per nove anni. In realtà le polemiche dei giorni scorsi («fuori luogo» per il sindaco Celentano) avevano già portato alla rinuncia all'incarico da parte del gruppo designato (con conseguente nuova delibera), ma ciò non è servito a calmare gli animi in riferimento al dibattito sul "come" arrivare ad affidare la struttura. L'opposizione di Zente Nova denuncia inoltre la «chiusura manu militari del Consiglio comunale anche se questo era ancora in corso».

Gianfranca Orunesu

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