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Un fiocchetto e un biscotto contro i disturbi del comportamento alimentare

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Un fiocchetto color lilla e un biscotto come arma di sensibilizzazione contro i disturbi del comportamento alimentare (Dca). La comunità di Siniscola, per la prima volta, affronterà pubblicamente le tematiche relative all’anoressia, alla bulimia, al binge eating e ad altri disturbi grazie all’iniziativa di Federica Truzzu e della sua famiglia nel quadro degli eventi della giornata nazionale istituita con direttiva del presidente del Consiglio nel 2018.

«Saremo in piazza dalle 16 alle 19 – afferma Federica – con un semplice banchetto. A quanti si avvicineranno offriremo un biscotto con un particolare glassa lilla e un fiocchetto dello stesso colore che chiederemo di indossare, anche per partecipare sui social con la propria foto accompagnata dall’hashtag #siniscolalilla. Inoltre ci sarà uno spettacolo di bolle e ci si potrà fotografare anche all’interno di una bolla gigante».

L’iniziativa, che si svolgerà in conformità alle prescrizioni adottate contro la diffusione del corona virus, vedrà la partecipazione di Partidea (per le bolle) e della pasticceria Sapores Anticos (per la preparazione e la confezione dei biscotti).

Ancor prima del riconoscimento governativo, avvenuto con l’esecutivo Gentiloni, la giornata è stata promossa per la prima volta nel 2012 dall’associazione ligure “Mi Nutro di Vita”. Quella iniziativa partiva da un padre che perse la figlia, a causa della bulimia, a soli 17 anni. Proprio il 15 di marzo.

Questi gli obiettivi della giornata: difendere i diritti fondamentali di chi è colpito da un Dca combattendo informazioni distorte e/o pregiudizi; sensibilizzare l’opinione pubblica facendo conoscere la frequenza, le caratteristiche e le gravi conseguenze che questi disturbi possono avere per la salute fisica e psicologica di chi ne soffre; scoraggiare il distacco ed il disinteresse da parte di chi non è direttamente coinvolto dalla malattia; accrescere la consapevolezza a livello individuale, collettivo ed istituzionale del carattere di epidemia sociale che i Dca stanno assumendo a livello nazionale e mondiale; creare una rete di solidarietà verso chi è colpito da Dca, personalmente o in famiglia, per combatterne il disagio relazionale e il senso di abbandono e sconfiggere l’omertà che accompagna questi disturbi.

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